Finanza
Retata dei carabinieri: arrestate decine di spacciatori
I magistrati hanno scoperto una suddivisione territoriale tra i vari clan criminali. Ciascuno dei pusher arrestati arrivava a smerciare anche 30 dosi al giorno tra hashish, cocaina ed eroina. Le misure di custodia sono 41
Sgominata una vasta rete di spaccio di droga. Nei guai sono finite oltre quaranta persone. Indagini condotte dai carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Pisa hanno portato alla luce una vasta e capillare rete di spacciatori dediti allo smercio di cocaina, eroina e hashish nella città di Pisa.
L’attività investigativa sviluppata con pedinamenti, servizi di osservazione intercettazioni telefoniche e ambientali ha consentito di ricostruire le dinamiche criminali di una diffusa rete di spaccio, costituita prevalentemente da cittadini tunisini e albanesi, ma che vedeva la partecipazione anche di alcuni italiani, i quali si erano suddivisi le aree d’influenza nella città.
Una vera e propria suddivisione territoriale è emersa nel corso delle indagini che hanno permesso di documentare come vari gruppi criminali di origine nordafricana e dell’Est Europa, legati al loro interno prevalentemente da vincoli familiari, si dividono le aree di competenza per esercitare i loro affari illeciti.
I malviventi coinvolti nell’inchiesta operavano prevalentemente nell’area sud della città, a ridosso e alle spalle della stazione ferroviaria di Pisa Centrale, nei quartieri di San Giusto e Porta a Mare, anche se, in alcuni casi, alcuni elementi non disdegnavano di spostarsi in altre zone.
Secondo le notizie fornite dagli inquirenti in una conferenza stampa tenuta il 23 giugno, gli spacciatori potevano contare su ottimi guadagni forniti dallo smercio al dettaglio di innumerevoli dosi tra eroina, cocaina e hashish: si è stimato che ognuno dei componenti del gruppo riuscisse a spacciare anche fino a 30 dosi al giorno per un giro d’affari complessivo che poteva aggirarsi a volte anche fino a 30.000 euro.
In totale si è calcolato che nel giro di un anno l’organizzazione sia riuscita a immettere sul mercato circa 200 chili di droga. La singola dose venduta al tossicodipendente andava dai 10 euro per l’hashish ai 20 per l’eroina fino a 50 per la cocaina.
Durante le fasi dell’indagine, i militari hanno tratto in arresto 13 persone per spaccio di stupefacenti e sequestrato circa 130 grammi tra eroina e cocaina e 2 kg di hashish, nonché una pistola calibro 7,65 con relativo munizionamento.
Le indagini hanno accertato come, mentre i tunisini si dedicavano prevalentemente allo spaccio di droga, un gruppo di albanesi, oltre al traffico di stupefacenti, non disdegnava di racimolare soldi anche attraverso rapine. Infatti, nella rete degli investigatori è finita una pericolosa banda di albanesi che organizzava e portava a termine rapine a mano armata. In particolare, i carabinieri del Nucleo Operativo sono intervenuti in flagranza di reato poco prima che quattro albanesi portassero a compimento una rapina a mano armata in un bar di Cascina. L’autovettura con a bordo i quattro albanesi, da tempo monitorata, è stata bloccata non appena i militari, nel frattempo dislocati nelle vicinanze del bar, hanno sentito dalle intercettazioni ambientali che uno dei soggetti aveva impugnato una pistola e inserito il colpo in canna.
I risultati delle indagini hanno portato a 41 provvedimenti cautelari da parte del gip presso il Tribunale di Pisa su richiesta della procura della Repubblica. Le misure cautelari, distinte in 26 ordinanze di custodia in carcere, 7 divieti di dimora nel comune di Pisa e 8 obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria, sono state eseguite durante un’operazione che ha visto impiegati 100 carabinieri insieme al 4° Nucleo Elicotteri di Pisa e a unità cinofile del Nucleo di San Rossore.
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