Il Tirreno

Pisa

Una grande paura e poi la lunga attesa per tornare a casa

di Francesco Loi e Antonio Scuglia
Una grande paura e poi la lunga attesa per tornare a casa

I soccorsi sono stati immediati, le prime segnalazioni facevano temere in città che fosse accaduto il peggio

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MIGLIARINO. E’ lunga e piena di paura la notte di Migliarino, una sera d’estate che all’improvviso, alle 23.30, fa piombare la zona fra Pisa e Viareggio nell’abisso del terrore. Le segnalazioni sono una, due, poi decine, nel giro di pochi minuti: un treno in fiamme alla stazione di Migliarino, il bagliore che si vede a centinaia di metri di distanza dall’Aurelia nel tratto accanto al casello autostradale, le testimonianze (poi risultate infondate) di passeggeri che cercavano di scappare dai finestrini.

La paura c’è stata davvero, soprattutto per chi si trovava negli ultimi vagoni dell’Intercity 522 Napoli-Sestri Levante: è l’ultima vettura che ha preso fuoco.

Che qualcosa non andava dopo la partenza dalla stazione di Pisa, poco prima dello stop forzato dell'Intercity, dice di essersi accorta una passeggera che ha notato il personale del treno correre lungo le carrozze. I viaggiatori, appena visto il fumo, hanno cominciato a spingersi, impauriti, verso la testa del treno e poi, appena il treno si è fermato, si sono precipitati fuori, all'aperto, in cerca di scampo e di aria.

Siamo ormai nel weekend, il traffico in quell’ora è piuttosto fitto e all’improvviso viene quasi bloccato, per consentire ai mezzi di soccorso di arrivare sul posto più sollecitamente che si può. Ecco i lampeggianti e le sirene, arrivano tre ambulanze, le squadre dei Vigili del fuoco (25 uomini in tutto per spegnimento e bonifica), polizia e carabinieri.

Anche gli automobilisti che transitavano sull’Aurelia si sono resi subito conto che qualcosa doveva essere successo. Le immagini di Fabio Muzzi che vedete in questa e nell’altra pagina dedicata all’incendio non lasciano dubbi su quanto fosse spaventoso il bagliore delle fiamme. Intanto i passeggeri scesi dal treno vengono fatti sistemare su una vicina piazzola. A tratti il vento porta anche lì il puzzo del fumo e della gomma bruciata, qualcuno si tampona il naso con un fazzoletto per respirare. Tutti restano in attesa di notizie, di un po’ d’acqua (arriverà poco più tardi il sindaco di Vecchiano, Lunardi, e poi un’ambulanza a portarla), di amici, parenti o del pullman delle Ferrovie che possano portarli a destinazione.

Alle due di notte il convoglio 522 è ancora sui binari della linea, la Tirrenica che corre a poche decine di metri dalla strada statale Aurelia, e ancora non è chiaro come possano essersi sviluppate le fiamme.

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