Il Tirreno

Pisa

«Corporacion presenti il piano e un accordo sarà possibile»

Federigo Federighi (presidente dell’Unione Industriale): «Non è più il momento di fare una guerra ma il vero confronto deve avvenire sulle strategie. Il governatore Rossi sia garante di un patto»

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PISA. «Fare la guerra solo per fare la guerra non serve a niente, anzi si rischia di uccidere Pisa». Nella complessa vicenda degli aeroporti s’inseriscono anche le parole misurate di Federigo Federighi, presidente dell’Unione Industriale Pisana. Federighi ha un messaggio/appello per ognuno dei soggetti in ballo: Corporacion America, Regione e istituzioni locali. E un pilastro attorno al quale l’intera questione può trovare una proficua via d’uscita: un piano industriale che sia condiviso.

E’ su questo terreno, secondo Federighi, che tutto si può iniziare a risolvere cominciando davvero la nuova era del sistema aeroportuale toscano. Una sorta di mano tesa, a certe condizioni, che si unisce alle buone intenzioni che arrivano anche da Livorno, con il sindaco Nogarin che dice «vogliamo fare squadra con Pisa» e il presidente della Provincia Kutufà che propone «un’idea per una co-governance in grado di superare lo scontro assoluto» tra istituzioni pisane e la società del magnate Eurnekian.

«Corporacion esponga un piano industriale che consenta gli sviluppi secondo quanto già dichiarato, rispondente alle linee indicate dalla Regione», scrive in una nota Federighi. Il presidente degli industriali ci spiega: «Un piano industriale sul quale far convergere tutte le posizioni è il tassello ora mancante, ma che può dare una risposta a tutti. L’intenzione di affidare uno studio sull’integrazione agli amministratori delegati di Sat e Adf, già manifestata da Corporacion America, va in questa direzione e mi sembra un segno di disponibilità. Così come le dichiarazioni della società argentina sull’obiettivo dei 7 milioni di passeggeri per il Galilei. Se c’è l’accordo sul piano industriale, poi l’auspicata co-governance diventa automatica».

Per Federighi, e questo è un altro messaggio, un ruolo decisivo deve averlo il governatore Enrico Rossi: «Il presidente mantenga l’impegno a realizzare le condizioni affinché Pisa possa raggiungere i 7 milioni di passeggeri e Firenze i 4,5». Sull’effettiva assenza futura di concorrenza, gli enti pisani sono però ancora piuttosto perplessi. E per questo il blocco Comune-Provincia-Camera di Commercio-Fondazione Pisa vuole tenere il suo ingente pacchetto del 34% di azioni Sat per influire in modo decisivo sull’operazione della fusione tra Sat e Adf, obiettivo di Corporacion America. «L’intenzione degli enti mi sembra questa - conferma Federighi - e la ritengo legittima. Credo anche però che la fusione non sia l’elemento centrale e nemmeno immediato delle strategie di Corporacion. Poi, se il piano industriale sarà condiviso, si potrà anche mollare».

Un passo alla volta, è questa l’indicazione di Federighi, che in conclusione si rivolge ancora agli enti pisani: «Stare dentro la società solo per fare la guerra andrebbe a danno di Pisa: non si devono avere preconcetti. Ribadisco che non conosco alcun imprenditore che investa tanti milioni di euro per fare un dispetto. E’ il momento di iniziare un dialogo costruttivo sui progetti da realizzare e sulle modalità per realizzarli. Facciamo la politica delle cose, per citare Einaudi, perché il trascorrere del tempo senza azioni è un avversario temibile per i buoni risultati».

Francesco Loi

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