Il Tirreno

Pisa

Bottai lascia il vertice Al porto di Marina tira un’aria nuova

di Giovanni Parlato
Bottai lascia il vertice Al porto di Marina tira un’aria nuova

Rivoluzionati gli assetti societari della Boccadarno spa Intanto va sciolto il nodo dell’operazione immobiliare

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MARINA DI PISA. Siamo alla vigilia di cambiamenti al vertice di importanti società a cui è legato lo sviluppo e l'economia pisana. Fra queste la Boccadarno Porto di Pisa Spa, la società che ha realizzato il porto di Marina di Pisa.

Porto, cambiano gli assetti. Il porto è stato inaugurato l'anno scorso a giugno, unica marina ad essere completata in Italia in tempi di crisi. Una scommessa vinta e che ha ridato un nuovo volto alla comunità marinese. Una struttura di grande pregio che, tuttavia, risente della pesante recessione economica a livello internazionale. E, a un anno di distanza dall'inaugurazione, gli assetti societari della Boccadarno sono destinati ad andare verso un'evoluzione in cui l’amministratore delegato, Stefano Bottai, lascerà la plancia di comando. La società Boccadarno, ricordiamo, è una società per azioni la cui maggioranza è detenuta dalla Panchetti spa col 51,15%.

Tre anni di lavoro. Come si ricorderà, dalla posa della prima pietra alla conclusione dei lavori sono trascorsi poco più di tre anni. La Cooperativa Cmc di Ravenna ha impiegato fino a 70 operai al giorno e oltre cento pompe per mantenere l'area di scavo all'asciutto. Particolarmente impegnativa è stata la bonifica dell'area dove sorgeva la Motofides e, prima ancora, la Cmasa il cui suono della sirena scandiva le giornate di Marina di Pisa.

Bonifica da 17 milioni di euro. Sono state prelevate circa 7.500 tonnellate di terreno contaminato dalle precedenti lavorazioni industriali e trasportate in discariche autorizzate. Una bonifica che alla società Boccadarno è costata quasi diciassette milioni di euro. Un costo che, all'apertura del cantiere, non era preventivato in questi termini. E alla prosecuzione fino all'ultimazione dei lavori, oltre al capitale privato, fondamentale è stato anche l'apporto delle banche.

L’impegno delle banche. Un pool di banche ha sostenuto l’operazione del porto con due tranches di finanziamenti: la prima di 55 e la seconda di 30 milioni di euro di cui una parte di quest’ultima finalizzata a pagare i terreni comunali ed ex Gea che occupano una minima parte del terreno privato. Terreni comunali che la società Boccadarno dovrà pagare all’amministrazione di Palazzo Gambacorti (costo complessivo oltre 7 milioni) nel caso in cui volesse aprire la "fase 2" di tutta l'intera operazione: ovvero quella immobiliare successiva a quella portuale.

L’operazione immobiliare. La costruzione del porto è costata oltre cento milioni di euro, una grande impegno economico per la Boccadarno che proprio con l'operazione della costruzione del villaggio turistico-residenziale potrebbe chiudere il cerchio. Ma su questa realizzazione, sulla "fase 2", pesa la profonda crisi del settore edilizio. Costruire o non costruire? E quando? L'acquisizione dei terreni comunali è regolata da una convenzione che scadrà nel 2017. In pratica, la società per ancora tre anni può decidere di aspettare. Un tempo che si potrebbe rivelare sufficiente per capire se la crisi del mattone è terminata e si può costruire con una concreta speranza che l'operazione risulti vantaggiosa.

Altri possibili soci. E dopo la realizzazione del porto in attesa che passi l'onda lunga della recessione, la società Boccadarno non ha fatto mistero della propria disponibilità ad allargare la base societaria. Lo aveva detto lo stesso Stefano Bottai in occasione dell'apertura dell'ultimo salone nautico di Genova. In pratica, se ci fossero società disposte a comprare una parte della quota sociale, questo in sintesi, se ne può discutere. E, in questo senso, sono stati diversi i contatti.

Tempo fa, Martin, nipote del magnate argentino Eduardo Eurnekian, ora proprietario del pacchetto di maggioranza di Sat che gestisce l’aeroporto, era stato visto al porto di Marina, ufficialmente per vedere la struttura nell’eventualità di comprare un posto per la propria barca. In città si era ipotizzato - o solo auspicato - un coinvolgimento di Corporacion America.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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