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Pisa

Tasi, è deciso: si pagherà il 3,3 per mille

Tasi, è deciso: si pagherà il 3,3 per mille

Detrazioni in base alla rendita catastale (da 190 a 70 euro) e al numero di figli (25 euro ciascuno). Prima rata il 16 ottobre

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PISA. Un occhio al portafogli e uno alle fasce “deboli” della popolazione. È questa l’anima della manovra economica comunale: da una parte la necessità di continuare a tenere fede agli impegni presi per lo sviluppo della città e dall’altra l’esigenza di attenzione sociale. Il tutto dovendo far fronte al minore gettito derivante dai tagli governativi, al patto di stabilità che blocca gli investimenti e all’introduzione delle nuove tasse. Sono state decise ieri, in una seduta-fiume del consiglio comunale, le aliquote delle tasse comunali.

Al centro la Iuc (Imposta unica comunale) che, seppur formalmente un’unica tassa, è in realtà composta da tre diverse direttrici. La prima è l’Imu (Imposta municipale propria). Già in vigore da due anni non si paga sull’abitazione principale, mentre per la seconda casa l’aliquota aumenta all’1,06%; invece per chi affitta a canone concordato si scende allo 0,4%. Questa aliquota si applica solo alla seconda rata in scadenza il 16 dicembre, per la prima (scaduta il 16 giugno) sono rimaste in vigore le aliquote 2013.

La seconda componente dell’Iuc è la Tari, la tassa sui rifiuti che va a sostituire la Tares. In questo caso deve pagare l’utilizzatore dell’immobile e non c’è distinzione tra prima e seconda casa. Il pagamento è previsto in due rate: la prima entro il 30 settembre e la seconda entro il 30 novembre. Anche in questo caso sono previste detrazioni: esenzione per i redditi sotto i 5mila euro e uno sconto progressivo per ogni componente del nucleo familiare.

La terza tassa viene introdotta per la prima volta: la Tasi (tributo sui servizi indivisibili). Da questa voce il Comune prevede un’entrata di quasi 11 milioni di euro «ampiamente inferiore - si legge nella relazione che accompagna la variazione di bilancio - al costo dei servizi indivisibili». Formalmente la Tasi è a carico sia del possessore che dell’utilizzatore dell’immobile, ma per Pisa il Comune ha deciso di applicarla solo nei casi in cui le due figure coincidano: tradotto gli inquilini non pagano. L’aliquota base, che vale sulla prima casa, è portata al 3,3 per mille (2,5 di base più 0,8 di maggiorazione il cui extragettito è vincolato al finanziamento delle detrazioni).

L’aliquota è legata al valore catastale dell’immobile, ma è previsto un sistema progressivo di detrazioni: fino ad una rendita catastale di 400 euro la detrazione è 190 euro, più aumenta la rendita catastale minore è la detrazione (che scompare per le rendite oltre i 1.200 euro).

Inoltre è prevista una detrazione di 25 euro per ciascun figlio oltre il secondo, purchè di età inferiore ai 26 anni e residente nell’abitazione interessata. La prima rata è stata spostata al prossimo 16 ottobre, mentre per il versamento a saldo della seconda rata rimane, come per l’Imu, la scadenza del 16 dicembre.

Questo per sommi capi l’impianto del prelievo fiscale comunale al quale va aggiunta la parte comunale dell’aliquota Irpef che rimane ferma allo 0,2%. «Tra le più basse d’Italia - specifica l’assessore al bilancio Andrea Serfogli - mentre i proventi della Tari saranno destinati ad estendere il porta a porta a tutte le zone della città fuori dal centro storico».

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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