Il Tirreno

Pisa

Raduno scout, muro contro muro tra il direttore e il professore

di Gian Mario Scanu
Raduno scout, muro contro muro tra il direttore e il professore

Duro confronto in Sala Gronchi tra Andrea Gennai e Franco Pedrotti sui danni che la Route Agesci prevista ad agosto potrà causare nella tenuta di San Rossore: è previsto l’arrivo di 32mila persone

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Nessun punto d’intesa tra il direttore del Parco, Andrea Gennai, e il mondo ambientalista pisano sul Raduno scout Agesci che si terrà ad agosto a San Rossore. È finito così, senza vincitori né vinti, il dibattito pubblico che si è tenuto il 18 giugno nella Sala Gronchi della tenuta di San Rossore, tra Gennai, e il suo principale accusatore, il prof. Franco Pedrotti, ex presidente della Società Botanica Italiana e professore emerito all’Università di Camerino.

Un dibattito, voluto da Gennai dopo la mail inviata da Pedrotti a diversi esponenti del panorama scientifico nazionale, in cui auspicava che il direttore del parco fosse denunciato insieme agli altri enti che avevano permesso l’organizzazione della Route Agesci. E durante l’incontro non sono mancati i momenti di tensione sia tra i due contendenti, che tra Gennai e gli esponenti dell’appello contro il raduno scout presenti in sala, dopo che il direttore del Parco non ha voluto che questi ultimi facessero domande sia a lui, che al suo ospite.

Ma alla fine nessuna delle due parti in causa si è spostata dalla posizione iniziale.

Gennai ha ribadito la correttezza delle sue azioni e di essersi attenuto strettamente alle normative vigenti.

«Da un punto di vista tecnico ci siamo attenuti a quelle che erano le disposizioni di legge – sostiene Gennai – e il raduno Agesci è compatibile con le finalità del Parco, nelle quali rientrano anche le attività di tipo sociale a fini educativi ambientale».

Il direttore del Parco ha affermato inoltre di avere avuto il pieno appoggio da parte della direzione generale del ministero dell’Ambiente, del Corpo forestale e anche da parte di associazioni di rilevanza nazionale come Legambiente. Tutte istituzioni che faranno divulgazione ambientale nei giorni del raduno, partecipando ad una tavola rotonda.

«Sono convinto che la Route Agesci sarà un momento di valorizzazione del Parco – continua Gennai – e non ci sarà nessuna alterazione significativa dell’habitat. Anche per questo motivo l’Agesci pagherà oltre 60mila euro per i costi di monitoraggio ambientali, e in più verserà al Parco una fidejussione di 200mila euro per la copertura di eventuali danni. Inoltre pagherà al Parco 30mila euro che verranno utilizzati per recuperare 60 ettari nell’area delle Lame e del Fiume Morto, habitat naturale di diverse specie di uccelli migratori».

Rassicurazioni che non sono bastate a Pedrotti: «Io sono qui per salvare il Parco. Un campo di 32mila persone porterà dei danni, che probabilmente non arriveranno alla degenerazione dell’habitat, ossia al rischio definitivo di estinzione di alcune specie botaniche, ma causerà sicuramente una regressione ad uno stadio inferiore di evoluzione».

Parere condiviso anche da un membro del comitato scientifico del Parco di San Rossore, il prof. Alessandro Chiarucci, il quale ha lamentato il fatto che Gennai abbia preso la decisione senza coinvolgere né informare il comitato scientifico del Parco e nemmeno alcun accademico degli atenei toscani.

Nella foto: un momento del confronto tra Gennai (a sinistra) e Pedrotti (a destra).

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa