Il Tirreno

Pisa

Al liceo classico Giulio è il più veloce

di Sharon Braithwaite
Al liceo classico Giulio è il più veloce

Timori e speranze dei maturandi dopo la prima prova scritta. A tanti fa paura il quiz in programma lunedì

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PISA. Sono più di ventiseimila gli studenti toscani alle prese con gli esami di maturità, 2.770 a Pisa e provincia: 2.591 candidati interni e 179 esterni. Ieri mattina si è svolta la prima prova dell'esame di Stato. Quattro le tipologie, come di consueto: analisi del testo, saggio breve (artistico-letterario, storico-politico, socio-economico oppure tecnico scientifico), tema storico e tema di attualità. La prima traccia anche quest'anno ha suscitato alcune perplessità. La programmazione annuale di Italiano, infatti, non sempre comprende lo studio del poeta siciliano Quasimodo. La prova più temuta dagli studenti si conferma la terza per gli studenti del liceo scientifico e la seconda per quelli del classico.

Il primo a concludere la prima prova al liceo classico Galileo Galilei di Pisa è stato Giulio Dardanis, di origini greche ma nato a Pisa. «Ho scelto il tema del dono - ha affermato - i testi allegati erano molto interessanti. Ieri sera sono andato a dormire tranquillo, nessun ripasso dell'ultimo minuto. Temo in particolar modo la terza prova. Latino e greco sono le discipline che preferisco».

Ilaria Aloise, dell'indirizzo sperimentale, ha giudicato le tracce di quest'anno migliori di quello precedente: «Per fortuna erano tutte abbastanza fattibili. Il programma di italiano non comprendeva Quasimodo, che però ho studiato per conto mio a casa. Ho scelto di fare il saggio breve sul tema "Violenza e non violenza nel '900, due volti del Novecento", un problema di estrema attualità. La prova più difficile sarà quella di domani - ha aggiunto Ilaria - cioè la traduzione dal greco». Chiara Bettini della terza C ha confermato quanto detto dalla sua amica, tirando un sospiro di sollievo: «Mi sono cimentata nel saggio breve tecnico-scientifico, molto interessante. Il quizzone di lunedì prossimo, invece, è un'incognita».

Al liceo scientifico Ulisse Dini, il primo a finire il tema di italiano è Paolo Beconcini della quinta F: «Sono molto soddisfatto, ho scritto un saggio breve di tipo scientifico, attinente a quello che intendo fare all'università. Ho scelto la facoltà di Ingegneria. Per lunedì prossimo incrocio le dita».

Pietro Lodovichi della quinta B ha optato per il tema storico: «Le tracce erano tutte fattibili, a parte l'analisi del testo di Quasimodo. Mi ha interessato molto la traccia sul confronto tra l'Europa del 1914 e quella attuale». Sulle altre prove dell'esame di Stato non si pronuncia: «Sono tranquillo, sono già stato ammesso all'Università commerciale Bocconi di Milano».

Invece Marzio Cecchetti della quinta F, ammesso con ottimi voti all'esame, ha scartato subito il tema storico: «Ho preferito svolgere il tema sul dono. Neanche noi abbiamo studiato Quasimodo: siamo stati a lungo su Ugo Foscolo e poi l'ultima parte del programma è stata fatta molto rapidamente. La prova di matematica di domani sarà molto dura».

Il provveditore agli studi di Pisa, Luigi Sebastiani, ha denunciato le difficoltà riscontrate nella composizione delle commissioni d'esame: «Ringrazio i nostri uffici che hanno lavorato duramente fino all'ultimo. A Pisa e provincia le commissioni sono 63. Abbiamo operato 5 sostituzioni di presidenti di commissione e 35 di commissari. Molti docenti hanno comunicato la rinuncia all'ultimo. Non è stato affatto facile e purtroppo la normativa attuale non aiuta».

Sebastiani invita a una riflessione: «L'esame di Stato fu introdotto da Gentile nel 1923, ormai è datato - ha dichiarato - bisogna avere il coraggio di analizzare le competenze dei ragazzi come cittadini europei. Inoltre, le prove devono essere tarate in base ai programmi delle singole classi. La scuola non deve massificare, ma individuare e stimolare le capacità di ogni studente».

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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