Il Tirreno

Pisa

S. Ranieri, mercante e taumaturgo

di Valerio Meattini

Uno studio di Patrizia Castelli racconta chi fu colui che dal 1630 è patrono di Pisa

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PISA. Ma chi era San Ranieri? Non è domanda che si faccia soltanto per l'ignoranza diffusa intorno ai santi patroni cittadini di cui pur si celebrano solennemente le ricorrenze. Nel caso di San Ranieri ci sono una certa sfuggenza della figura e una non marcata rilevanza nell'immaginario collettivo della tradizione agiografia. Di altri santi (come Francesco o Antonio ad esempio) si sa o si crede di sapere di più.

Risponde alla domanda l'articolato e preciso studio di Patrizia Castelli dal titolo "L''invenzione' di Ranieri il taumaturgo tra XII e XIV secolo: agiografia e immagini", accompagnato dalle pagine di Monica Baldassarri sulle relazioni marittime di Pisa con l'Oriente tra l'XI e l'inizio del XIII e pubblicato nella biblioteca del "Bollettino storico pisano". Pagine precise, quelle di Castelli, risultato di ricerche su fonti realmente documentate. La studiosa segue Ranieri in Palestina e nel ritorno in città dove sarà taumaturgo ed esorcista. Sappiamo così che anche Ranieri partecipò a quel movimento collettivo penitenziale che portava in Terrasanta uomini comuni o di rango. Vi si recò «prima spinto da motivazioni commerciali, poi per purificarsi». Anch'egli, come poi Francesco d'Assisi, aveva fama di giovane gaudente ed era figlio di "clarissimi", cioè di persone degne di nota. Perciò, non sarà passata sotto silenzio sia la sua partenza e sia il suo ritorno in patria. Tuttavia, «sarebbe impossibile - dice l'autrice - discutere della figura di Ranieri se non mettessimo a confronto la vita stesa dal canonico Benincasa e i più tardi laudari con gli affreschi che rappresentano - circa duecento anni dopo - gli eventi del suo itinerario terreno».

È seguendo queste tracce che l'autrice c'immerge progressivamente nella Pisa medievale, nei suoi mercati e botteghe, nei suoi luoghi monumentali e penitaziali, restituendoci un quadro vivido dell'organizzazione sociale e delle dinamiche cittadine e dandoci un corposo racconto su colui che, vissuto tra il 1115 e il 1160, fu mercante, pellegrino, taumaturgo, esorcista in Pisa e dal 1630/31 ne diverrà il santo patrono.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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