Il dolore
Ateneo e tasse evitata la stangata sui fuoricorso
L’aumento per tutti sarà pari allo 0,6% in linea con l’Istat Maggiorazione del 10% soltanto per chi non sostiene esami
PISA. Aumento Istat per tutti gli studenti universitari e stangata evitata per i fuoricorso, che comunque raddoppiano la “maggiorazione” a loro carico e aumentano in numero (grazie a una nuova definizione ). Questi sono i punti salienti del nuovo regolamento sulle tasse universitarie, di recente approvato dal senato accademico, per gli studenti che tra un po’ si troveranno a pagare la prima rata del 2014/15.
L’anno accademico appena concluso prevedeva un importo massimo della contribuzione pari a 2.342 euro; ora si sale dello 0,6% a carico di tutti, per adeguarsi ai parametri dell’inflazione calcolati dall’Istat: così la rata massima sarà di 2.356 euro. Restano le riduzioni sia per merito che per reddito; e su questo versante cambiano alcune regole. che vediamo dopo. Ma la novità più importante è la maggiorazione a carico dei cosiddetti “studenti inattivi”: finora chi non ottiene almeno 5 crediti formativi (cfu) durante l’anno, paga una sorta di penale del 5% in più sulle tasse che gli competono. Dal prossimo anno accademico la penale raddoppia (la maggiorazione passa quindi al 10 per cento) e la misura è a carico di una platea molto più ampia di studenti: sono infatti tenuti al versamento della maggiorazione tutti quelli che nel corso dell’anno precedente non hanno superato i 12 crediti. Facendo pagare un po’ di più e allargando il numero di quelli a cui spetta la maggiorazione, l’Ateneo è riuscito a evitare la stangata sui fuoricorso, che era prevista intorno al 50% di maggiorazione.
Sulla misura ci sono sempre stati argomenti contrastanti: secondo le liste studentesche, i fuoricorso dovrebbero pagare meno degli studenti attivi, poiché non frequentano (per vari motivi) e pertanto non costituiscono un costo per l’università. Quest’ultima, al contrario, li vede come una voce di rosso in bilancio, perché tra i vari parametri che il ministero considera c’è anche la produttività, divisa in più voci: una è proprio il numero di quanti abbiano conseguito almeno 12 (cfu) e nel 2013 Pisa ha perso circa 600mila euro di fondi provenienti da Roma perché era messa peggio rispetto alla media nazionale.
Nonostante le diverse opinioni, il punto d’incontro trovato in senato accademico è stato raggiunto con serenità: gli studenti non l’hanno votato, ma giudicano buono nel complesso il regolamento pur esprimendo contrarietà per la penalizzazione dei fuoricorso.
Per il prossimo anno la lista studentesca “Sinistra per” punta all’introduzione di una nuova figura: lo studente part-time, per aiutare gli inattivi e spalmare in modo più equo la contribuzione. Altri atenei lo hanno fatto e sembra che l’esperimento stia funzionando: chi lavora o ha altri impegni, paga metà tasse e si impegna a fare al massimo la metà degli esami previsti.
Certo, le esigenze di cassa ci sono e allora si prende dove si può: per esempio, chi ha Isee superiore a 75mila euro finora non poteva chiedere riduzioni per reddito, ma otteneva – se bravo – un piccolo sconto per merito. Ora i bravi ricchi pagheranno tutto in ogni caso. Altro cambiamento: il termine per la consegna dell’autocertificazione si sposta dal 31 ottobre al 31 dicembre; gli studenti cioè avranno più tempo per munirsi di Isee e chiedere la riduzione per reddito.
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