Attenzione
L’arte e Pisa salutano Mauro Del Corso
La chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri era stracolma. Il sindaco: «Abbiamo avuto un grande ed è stato un onore»
PISA. La chiesa di Santo Stefano dei Cavalieri era stracolma per l’ultimo saluto a Mauro Del Corso. Erano presenti tutte le autorità, tante personalità del mondo politico, accademico e culturale della città. In lacrime la cugina Rosetta, l’unica parente che Mauro aveva. E tanti, tantissimi amici perché Mauro Del Corso coinvolgeva col suo entusiasmo, con la sua curiosità intellettuale il suo amore per Pisa e l’arte.
Ha presieduto il rito don Severino Dianich di cui Mauro era amico. All’altare, fra gli altri preti, anche don Roberto Filippini, rettore del seminario di Santa Caterina. Toccante l’omelia di don Dianich introdotta da don Filippini che ha fatto riferimento al Libro delle cronache dal Vangelo secondo Matteo. E don Dianich ha parlato della bellezza nelle opere dell’uomo e «anche la nostra preghiera e il nostro rapporto con Dio - ha detto don Dianich - passa attraverso la bellezza. Il bello conserva il suo segreto e ci appare inspiegabile e così l’arte frutto del grande impegno ci porta nello spazio di Dio».
Il riferimento all’arte è stato un omaggio all’amore di Mauro Del Corso proprio per l’arte di cui la sua città, Pisa, conserva prestigiose tradizioni. Le sue battaglie come presidente, sia nazionale che di Pisa, dell’assocazione nazionale Amici dei Musei aveva portato Mauro Del Corso a conoscere la città in tutti i suoi aspetti e quelle personalità che potevano affiancarlo nel suo impegno. Con il sindaco Marco Filippeschi era legato da una sincera amicizia. E il primo cittadino, con voce commossa, lo ha ricordato. «Perdiamo una persona straordinaria - ha detto Marco Filippeschi - un raffinato intenditore d’arte e grande organizzatore, sensibile al passato di Pisa, ma con lo sguardo rivolto al futuro. Ci ha dato molto e molto ci avrebbe ancora dato. Abbiamo avuto fra noi un grande e per noi è stato un onore che ci impegna per il futuro. Ci sentiamo tutti suoi fratelli e sorelle». E quella che si è raccolta nella chiesa dei Cavalieri era la famiglia di Mauro Del Corso, figlio unico che aveva perso i genitori. Il prefetto Francesco Tagliente quando è arrivato a Pisa non lo conosceva «ma dopo appena dieci minuti avevamo già condiviso insieme un progetto - ha detto Tagliente - perché ti coinvolgeva col suo entusiasmo».
E la professoressa Lucia Tomasi Tongiorgi ha ricordato l’amicizia e i progetti condivisi di cui l’ultimo «era quello di potenziare il sistema museale dell’ateneo e farlo convivere con i musei cittadini». La professoressa ha letto la poesia di Alda Merini “Che la terra ti sia finalmente lieve” concludendo con queste sue parole: «Anche a te Mauro la terra di Pisa ti sia lieve».
Diversi gli interventi come quello del prof. Ottavio Banti che ha ricordato l’impegno di Del Corso nell’associazione Amici dei Musei, mentre il prof. Marcello Bandettini, presidente dell’Ordine di Malta della delegazione pisana, ha sottolineato la misantropia di Mauro Del Corso il quale gli aveva confidato di avere intenzione «di vendere la sua casa affinché fossero terminati i lavori della chiesa di San Vito dove San Ranieri aveva vissuto gli ultimi anni». Al termine della funzione la salma di Del Corso è stata accompagnata al cimitero di Migliarino dove riposano anche i suoi genitori.©RIPRODUZIONE RISERVATA
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