Sicurezza
Logistica e trasporti: annunciato esposto su soldi, orari e turni
Presidio di protesta dei lavoratori del comparto e dei Cobas Condizioni contrattuali nel mirino del sindacato di base
PISA. Due presìdi e un esposto alla direzione provinciale del lavoro per denunciare le precarie condizioni di lavoro nel settore della logistica.
Dopo il presidio davanti allo store pisano di Ikea, effettuato in solidarietà dei 31 lavoratori della Cooperativa San Martino, appaltatrice di Ikea Piacenza, sospesi dal lavoro «per aver chiesto diritti e salari dignitosi», i Cobas tornano all'attacco per denunciare le condizioni contrattuali e di lavoro nella logistica, e in particolare quelle che vivono i dipendenti della Bartolini, azienda attiva nel settore del trasporto merci e nella fornitura di servizi logistici di supporto alla movimentazione ed alla distribuzione delle merci, e delle cooperative che lavorano in appalto. Cobas e lavoratori si sono riunti in presidio a Madonna dell'Acqua e a Lavoria, dove hanno sede le filiali della società, per un volantinaggio.
«La condizione dei lavoratori della Bartolini e delle cooperative che operano in appalto-subappalto sono disumane – accusano i Cobas – con paghe da fame, orari e carichi di lavoro insostenibili. In molte zone della Toscana non è stato applicato neppure l'accordo tra l'azienda e sindacati di base (Si Cobas e Adl Cobas) della primavera scorsa» che, secondo il sindacato di base, ha permesso di introdurre diritti riguardanti la malattia, gli infortuni ed altri istituti contrattuali.
«Bartolini e le ditte appaltatrici (che spesso cambiano nome dalla sera alla mattina) – continuano i Cobas - impongono carichi di lavoro insopportabili e i corrieri rischiano ogni giorno la patente e sanzioni pecuniarie e penali. Se i corrieri nel corso di queste infernali giornate lavorative provocano qualche danno al mezzo vengono anche multati con sanzioni che dimezzano le loro già esigue buste paga. E in queste condizioni – concludono i Cobas – sono molti i lavoratori costretti a licenziarsi». «Condizioni di lavoro assurde – aggiunge Stefano Giannettini, ex dipendente di una società appaltatrice della Bartolini licenziato pochi giorni fa –. Dagli orari di lavoro ai contratti alla sicurezza: tutto viene quotidianamente calpestato. I carichi di lavoro sono mostruosi: 80-90 consegne quotidiane, una media di 11-12 ore di lavoro al giorno per circa 50-60 euro». Interpellati, i responsabili locali della società preferiscono non replicare alle accuse mosse dal sindacato di base che rivendica diritti, dignità e il rispetto degli accordi sottoscritti ed annuncia la presentazione di un esposto alla direzione provinciale del lavoro contro l'azienda. (d.r.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google