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Pisa

Via del trammino, c’è l’ok la proprietà va al Comune

di Francesco Loi
Via del trammino, c’è l’ok la proprietà va al Comune

Respinta invece la richiesta per l’acquisizione di Palazzo Mosca: è vincolato Niente da fare anche per le Logge di Banchi, utilizzate in parte dall’Archivio

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PISA. Una manciata di sì, a cominciare dal tracciato del vecchio trammino. Diversi no: alcuni attesi (caserme, di cui parliamo sotto, e Logge di Banchi), uno che somiglia a una doccia fredda (Palazzo Mosca). E un pacchetto di punti interrogativi, non da poco, ancora da sciogliere. Primo, parziale bilancio delle risposte arrivate dall’Agenzia del Demanio al Comune che, nell’ambito del federalismo fiscale, aveva chiesto la proprietà di svariati beni cittadini che sono dello Stato.

Come funziona. Per effetto del federalismo fiscale, gli enti locali hanno potuto fare richiesta di beni di proprietà statale: è una delle misure previste dal decreto del Fare. Nei casi di risposta positiva, l’attribuzione è gratuita; poi dopo tre anni dal passaggio il Demanio effettuerà un monitoraggio: se i beni dovessero risultare inutilizzati, lo Stato se li riprenderà. Dalla partita sono escluse alcune tipologie di beni, come quelli in uso per finalità dello Stato o appartenenti al demanio storico-artistico. Nei casi in cui il Comune non dovrà più pagare allo Stato il canone concessorio in vigore, la cifra equivalente sarà sottratta dai trasferimenti: una sorta di saldo zero. Il vantaggio è che ogni tipo di investimento presente e futuro su quei beni sarà fatto su proprietà reali di Palazzo Gambacorti. Tali beni possono anche essere affittati (a canone di mercato) o venduti, con il 25% del ricavato da girare allo Stato come ammortamento del debito pubblico.

Doppio no. Il Demanio, come prevedibile, ha detto no alla richiesta per la parte alta delle Logge di Banchi, considerata bene storico-artistico. Il Comune vorrebbe comunque acquisirla per completarne il recupero a fini istituzionali. Ma i locali sono ancora utilizzati dall’Archivio di Stato e, come dice l’assessore al patrimonio Andrea Serfogli, «per ottenerli è necessario concordare con il ministero dei Beni culturali una permuta che abbia per oggetto proprietà comunali». Niente da fare anche per Palazzo Mosca, l’edificio collegato a Palazzo Gambacorti e sede degli uffici del consiglio comunale e dello stato civile: è un altro bene (dal valore inventariale di 5,7 milioni di euro) ritenuto vincolato. In questo caso la concessione sembrava possibile.

Tracciato del trammino. Risposta positiva è invece arrivata per il sedime del vecchio trammino (terreni dell’ex consorzio ferrotranviario), ovvero la striscia di suolo con rotaie, lunga alcuni chilometri, da Pisa a Calambrone. Come intende utilizzarlo, il Comune? Anzitutto realizzandovi una pista ciclabile. C’è il via libera della giunta al progetto, mentre l’assessore alla mobilità David Gay conferma che il Comune parteciperà al bando regionale per la Ciclopista dell’Arno: una struttura che seguirà tutto il corso del fiume sino alla foce. Pisa cercherà di ottenere i finanziamenti per due tratti nel suo territorio: Riglione-Pisa e Pisa-Marina. La Regione ha previsto uno stanziamento, complessivo, di 18 milioni di euro. Una parte di ciclabile esiste già, è quella che dalla stazione del trammino arriva a via Conte Fazio. «Dovremo poi completare il collegamento con via Moro e il sottopasso alla nuova rotatoria sull’Aurelia: la progettazione è stata fatta», sottolinea Gay. A quel punto la Ciclopista dell’Arno partirebbe dalla Vettola arrivando a Marina. «Il progetto prevede la salvaguardia delle rotaie del trammino, che resteranno in vista - spiega ancora l’assessore alla mobilità -. La pista ciclabile correrà a fianco. La sezione del trammino è ampia, fino a dieci metri. La ciclabile occuperà uno spazio fino a due-tre metri». Sul tracciato si era parlato anche della possibilità di una busvia città-litorale, «ma ora non è all’ordine del giorno», puntualizza Gay.

Gli altri okay. L’amministrazione ha poi ottenuto la proprietà delle aree verdi comprese tra via delle Trincere, via Canevari e Don Bosco. Un altro sì per l’area adiacente (campi incolti) alla caserma della Guardia di Finanza. «Si tratta di un’area edificabile - spiega Serfogli - e, cedendola, possiamo portare risorse economiche al bilancio comunale». Per ratificare tutte le acquisizioni la giunta dovrà ora predisporre un’apposita delibera.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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