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Il bilancio di Pieroni: «Tanti investimenti nonostante la crisi»

Il bilancio di Pieroni: «Tanti investimenti nonostante la crisi»

PISA. “Del doman non v’è certezza”, scriveva Lorenzo il Magnifico. Tanto più vero per Andrea Pieroni, presidente della Provincia, che da domani dovrà navigare a vista nelle incertezze del decreto Del...

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PISA. “Del doman non v’è certezza”, scriveva Lorenzo il Magnifico. Tanto più vero per Andrea Pieroni, presidente della Provincia, che da domani dovrà navigare a vista nelle incertezze del decreto Del Rio che ha riformato gli enti, ma quanto e come c’è ancora da capirlo fino in fondo. Nella giornata che sancisce ufficialmente, con l’ultimo consiglio provinciale, il passaggio ad enti di secondo livello, Pieroni traccia un primo bilancio. Partendo proprio dai numeri: «Dal 2004, anno del mio insediamento, ad oggi il budget per la spesa d’investimento è sceso da 72 milioni di euro ai 17 attuali. Questo per dare idea dell’entità dei tagli che abbiamo subito. In realtà abbiamo potuto lavorare a pieno regime solo dal 2004 al 2007, anno in cui si sono cominciati a sentire gli effetti della crisi finanziaria con i conseguenti vincoli alla spesa dettati dai governi». Nonostante ciò, rivendica Pieroni, «abbiamo investito 320 milioni in infrastrutture sul territorio, di cui una buona parte sullo sviluppo dell’aeroporto; mentre 41 sono andati alle opere per la sicurezza idraulica e altri 68 per l’edilizia scolastica. E non si contano i tavoli di crisi gestiti in materia di lavoro, gli investimenti sui poli tecnologici».

Anche Pieroni, come Arrighi, rivendica in primis il ruolo avuto nella programmazione degli investimenti andati soprattutto a beneficio dei comuni più piccoli. «Per la prima volta - commenta il presidente - si chiude un mandato senza il giudizio dei cittadini. La nuova giunta dovrà traghettare l’ente in un percorso irto d’insidie e io intendo guidare questa fase di transizione il più in fretta possibile, prima dei termini indicati dalla legge».

Il termine legale è il 31 dicembre, fino a quel momento l’attuale giunta rimarrà in carica (ma senza percepire indennità). Il prossimo consiglio sarà di soli 12 elementi, scelti all’interno di un consesso formato da sindaci, consiglieri comunali e consiglieri provinciali uscenti (questi ultimi saranno eleggibili ma non elettori). A rigor di regolamento, poiché lo stesso Pieroni è anche consigliere provinciale, potrebbe essere rinominato alla guida dell’ente, ma su questo sviluppo tiene il più stretto riserbo. «Voglio ricordare - conclude il presidente - Antonio Melani e Gino Nunes, che mi ha preceduto su questa poltrona: mi hanno lasciato un grande insegnamento». (l.l.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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