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Pisa

la procura impugna le liquidazioni ai legali

Gratuito patrocinio, pagamenti nel mirino

Gratuito patrocinio, pagamenti nel mirino

PISA. Una separazione consensuale con i coniugi che risultano entrambi indigenti? Millecinquecento euro. Ma anche una remissione di querela che si risolve in una manciata di minuti in una sola...

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PISA. Una separazione consensuale con i coniugi che risultano entrambi indigenti? Millecinquecento euro. Ma anche una remissione di querela che si risolve in una manciata di minuti in una sola udienza. Dai mille ai 1.500 euro. Per gli avvocati sono cifre previste dalle tabelle compensi professionali. Di diverso avviso la Procura che considera eccessive certe notule.

Da tempo le spese legali liquidate dai giudici, sia del civile che del penale, sono finite sotto la lente della Procura della Repubblica. Il capo dell’ufficio inquirente, Ugo Adinolfi, ha già impugnato almeno un centinaio di liquidazioni che ritiene essere esose. A valutare i ricorsi è il presidente del Tribunale, Salvatore Laganà sul cui tavolo finiscono almeno tre, quattro pratiche alla settimana per le quali la Procura sostiene la necessità di ridurre l’importo fissato a favore degli avvocati, spesso d’ufficio alle prese con irreperibili o clienti privi di risorse.

La tesi della Procura è che per diversi procedimenti di civile e penale il riconoscimento delle cifre ai legali delle parti in causa, che usufruiscono del gratuito patrocinio, sia sovrastimato rispetto al “valore” del fascicolo per tempi e difficoltà di studio della pratica.

Rosa Capria, presidente provinciale dell’Ordine degli avvocati, è a conoscenza dell’iniziativa della Procura.

«Sappiamo che è abbastanza frequente – spiega –. Il procuratore lo fa per far risparmiare soldi allo Stato. Da un punto di vista di chi rappresenta l’avvocatura sono soldi liquidati da giudici per un lavoro effettivamente svolto dai colleghi. Dobbiamo anche ricordare, però, che molto spesso il presidente del Tribunale respinge le impugnazioni della Procura. Il risultato è che alla fine lo Stato ci rimette perché quando l’impugnazione viene respinta ci sono da pagare le spese di giudizio. Non so in definitiva quanto il gioco valga la candela. Comunque, se il procuratore vuole impugnare faccia pure. Abbiamo avuto qualche collega che ci ha segnalato questa pratica contro le liquidazioni per il gratuito patrocinio. Per moltissimi legali i ricorsi vanno a buon fine, a riprova che avevano ragione».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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