Il Tirreno

Pisa

Giovane bastonato in strada da un gruppo di immigrati

Giovane bastonato in strada da un gruppo di immigrati

Consigliere comunale del Pd testimone del pestaggio: «Ho avuto paura, temevo anche per me» L’episodio è avvenuto di notte tra via Fratti e via Corridoni. Picchiatori e aggredito sono poi fuggiti

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Le urla di un giovane in piena notte e la sensazione di impotenza prima che di paura.

Tutto si aspettava Patrizia Bongiovanni uscendo dall’incontro con i suoi compagni di partito lunedì notte, tranne che di vivere queste esperienze. E se episodi del genere sono gravi, lo è forse ancora di più questo se si considerano i protagonisti e il luogo.

Patrizia Bongiovanni è consigliere comunale del Pd. Aveva partecipato al coordinamento comunale del partito. Il luogo è via Corridoni, a pochi metri dalla sede del Pd in via Fratti. È quasi mezzanotte, la Bongiovanni lascia prima degli altri la riunione e si incammina sola verso la macchina, dopo pochi passi il silenzio viene rotto da alcune urla. La scena che le si para davanti la paralizza: almeno cinque ragazzi (nordafricani, giovanissimi, intorno ai 20 anni dirà poi) hanno accerchiato un coetaneo e lo stanno bastonando armati di spranghe metalliche. «Mi sono paralizzata, sia per lo stupore – racconta il consigliere – che per la violenza della scena. Ho chiamato subito la polizia ma nessuno ha risposto, così ho chiamato i carabinieri ma mi hanno detto che una pattuglia era già in viaggio».

Il pestaggio prosegue e per Patrizia è difficile non valutare la propria condizione di donna sola in mezzo alla strada e possibile testimone.

«Non lo nego, ho avuto paura – ammette – ma quello che mi ha fatto più male è stato il senso d’impotenza. Quel ragazzo veniva bastonato e io non potevo fare nulla per fermarli». Nel frattempo le urla hanno attirato l’attenzione dei residenti che si sono affacciati in strada, gli aggressori se ne sono accorti fuggendo.

«Uno di loro – continua la Bongiovanni – è venuto verso di me, per un momento ho pensato che mi avesse individuata ma voleva solo scappare. Ho raggiunto la macchina e ho fatto un giro per tornare a soccorrere il ragazzo aggredito ma anche lui era andato via». Quest’ultimo particolare lascia supporre che la faccenda fosse un regolamento di conti interno di una banda.

«È sembrato irreale – conclude la Bongiovanni – sembra impossibile che tutto questo accada a Pisa. Ma è ancora più sconcertante sentirsi impotente di fronte ad un altro che ha bisogno di aiuto. Sentirsi impaurita dalla propria città, da quei luoghi che vivi tutti i giorni. Noi amministratori dobbiamo fare in modo che nessun cittadino pisano possa vivere queste esperienze, non dobbiamo aver paura di parlare di sicurezza». Patrizia ha ricevuto molti messaggi di solidarietà sul proprio profilo Facebook ma inevitabilmente ha innescato, o meglio rinfocolato, una polemica che non si è mai veramente sopita sul livello di sicurezza in alcune zone della città. Quello che resta è la domanda con cui la Bongiovanni chiude il suo stato su Facebook: «Ma perché tutto questo?».

Luca Lunedì

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web