Il Tirreno

Pisa

Da “vittima” di violenza a denunciata

Assolto perché il fatto non sussiste, l’ex convivente querela la sua accusatrice per calunnia

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PISA. Lei lo accusava di averla violentata procurandole anche lesioni al seno, con tanto di rottura della protesi al silicone. Lui, l’ex convivente con cui non si era lasciata bene, aveva sempre ribadito la propria innocenza. Ieri mattina il giudice delle udienze preliminari ha creduto a lui. L’uomo, poco più che trentenne, responsabile di un grande magazzino nel Pisano, alla fine è stato assolto per non aver commesso il fatto.

La sentenza è stata pronunciata dal gup, Elsa Iadaresta che ha accolto la richiesta del pm, Giancarlo Dominijanni nel giudizio abbreviato avanzato dai difensori dell’imputato, gli avvocati Massimo Parenti e Gabriele Dell’Unto.

Quello che era un imputato e che da ieri è per il Tribunale un innocente ha presentato una denuncia per calunnia nei confronti della sua accusatrice, di qualche anno più giovane, che da almeno due anni lo aveva trascinato nella condizione di indagato per un reato infamante.

L’uomo era stato denunciato dalla sua ex per due singoli episodi avvenuti da maggio e giugno 2012 nella sua abitazione a Pontedera. All’epoca i due convivevano. Poi la rottura.

Lei si rivolse all’ospedale sostenendo di essere stata costretta a un rapporto sessuale completo e di aver subìto la rottura della protesi di un seno. Per il silicone danneggiato aveva chiesto 12.500 euro di risarcimento che per la presunta violenza sessuale salivano a 50mila.

Nella fase conclusiva dell’inchiesta, il pm aveva chiesto l’archiviazione alla quale si era opposto l’avvocato della parte offesa.

Il gip allora aveva disposto un’imputazione coatta nei confronti del direttore del magazzino.

Agli atti c’erano le dichiarazioni degli amici della coppia. Ma soprattutto c’era un certificato dell’ospedale nel quale non compariva la presenza di sangue nelle parti intime al momento della visita cui venne sottoposta la donna quando si presentò per denunciare di essere stata vittima di uno stupro.

Altri riscontri svolti dalla Procura e sottolineati dalla difesa dell’imputato hanno portato al verdetto di assoluzione piena. Ora le parti si ribaltano.

La parte civile sarà indagata per calunnia dopo aver accusato, sapendolo innocente secondo i legali dell’uomo, il suo ex convivente di una violenza che il giudice ha stabilito non esserci mai stata.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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