Il dolore
Quattro assessori Pd nella giunta
Gli altri due a Sel e Democratici riformisti, mentre Strignano (M5S) annuncia battaglia sul controllo degli atti comunali
SAN GIULIANO. Sergio Di Maio è già a lavoro per costruire la squadra che lo affiancherà nei prossimi cinque anni alla guida del Comune di San Giuliano. Ieri alle 17 c’è stata la proclamazione ufficiale che ha formalizzato la sua elezione a sindaco e quindi il via alla sua legislatura.
Di Maio vuole cambiare marcia. «La soddisfazione per l'affermazione personale e della mia coalizione è sicuramente tanta - commenta il neosindaco il giorno dopo -, ma adesso bisogna subito rimboccarsi le maniche e pensare innanzitutto a riavvicinare i cittadini di San Giuliano a questa amministrazione. Il dato della bassa affluenza al ballottaggio è il segnale di un malessere che deve essere affrontato da subito, puntando ad un nuovo modello di gestione della macchina comunale».
Strignano non molla. Il candidato di Cinque Stelle non ha compiuto il miracolo del suo collega di Livorno. Ma ha comunque portato in consiglio tre rappresentanti. «Che daranno battaglia su tutto – ha detto a caldo dopo l'esito delle urne – e soprattutto che controlleranno gli atti uno ad uno per far entrare i cittadini dentro il Comune».
L'analisi del voto. Il dato della scarsa afflueza è quello che balza subito agli occhi. Al ballottaggio si è presentato solo il 36,56% degli aventi diritto; un’affluenza quasi dimezzata rispetto al primo turno quando votarono il 69,38%. Per quanto riguarda i candidati, Sergio Di Maio al ballottaggio ha chiuso con 5.783 voti, oltre 2mila in meno rispetto al primo turno (7.932 era stato il suo risultato il 25 maggio). E' invece cresciuto di oltre mille voti Giuseppe Strignano, passando dai 2.316 del primo turno ai 3.378 della sfida a due. Analizzando poi i singoli seggi (i risultati della tabella che pubblichiamo sono in corso di validazione da parte della commissione elettorale centrale) Di Maio ha prevalso in 32 sezioni su 33: il pieno lo ha fatto nella “sua” Pontasserchio ottenendo il 76% nel seggio 14. Solo in una sezione (la numero 31 di Ghezzano) il risultato è stato di parità (138 a 138). Qui si può anche tentare una spiegazione politica. A Ghezzano era forte un candidato della lista di centrodestra “Cittadini e territorio”, lista che aveva fortemente voluto un accordo elettorale proprio con Cinque Stelle, poi saltato tra mille polemiche. E' probabile che alcuni di questi elettori siano comunque andati a votare per Strignano.
La nuova giunta. Intanto partiamo con i numeri. Sergio Di Maio potrà nominare fino a sette assessori, anche se con molta probabilità si fermerà a sei. In questo caso, secondo lo statuto del Comune, almeno due devono essere donne. Il Pd potrebbe ottenerne 4, gli altri due equamente divisi tra i partiti della coalizione, Sel e Democratici riformisti. Marco Baletresi, già assessore nella giunta Panattoni, e Franco Marchetti potrebbero essere i due nomi proposti da queste forze. Per quanto riguarda i democratici, la linea sembra quella del rinnovamento rispetto alla precedente legislatura. Tra le donne si fanno i nomi di Lara Ceccarelli e Giulia Stampacchia. In campo maschile Michele Bottai e Matteo Cecchelli (anche Fabiano Martinelli, nel caso si voglia confermare almeno un assessore uscente).
Il sindaco Di Maio potrebbe poi scegliere personalmente il nome dell'assessore al bilancio, puntando su un uomo preparato e di sua massima fiducia. Poi c'è la nomina del presidente del consiglio comunale. Paolo Pardini, il più votato in assoluto, è sicuramente in pole position. Nel caso però si punti ad un consigliere di maggiore esperienza per gestire una legislatura che si preannuncia molto calda, potrebbero aspirare alla carica lo stesso Fabiano Martinelli, Dario Luperini o Roberta Paolicchi.
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