La manifestazione
Industria, prevale il segno meno
Giù edilizia e tessile, meglio alimentare e pelli. Federighi: «Ma c’è più fiducia»
PISA. «Non cantiamo vittoria, ma la luce che vediamo in fondo al tunnel, forse, non è più quella di un treno che rischia di travolgerci». Federigo Federighi usa una metafora per commentare l’andamento dell’industria pisana nel primo trimestre dell’anno e le previsioni per il secondo. Lungi dal dire che siamo fuori dalla crisi, il presidente della Confindustria pisana appare sicuro del fatto che qualche piccolo segnale positivo comincia a intravedersi.
A livello aggregato, secondo l’indagine dell’Unione industriale di Pisa, nei primi tre mesi la produzione continua a flettere rispetto allo scorso anno (-3%), con un fatturato anch’esso negativo (-0,8%). Gli ordinativi sono in calo (-0,9%) mentre l’occupazione si mantiene stabile (-0,5%).
Il primo trimestre conferma performance in terreno positivo per produzione e fatturato nel settore alimentare (+1,2%), pelli (+1,5%), metalmeccanico (+2,2%); il settore dei servizi mantiene il fatturato intorno all’1%; per il farmaceutico produzione in calo (-1,7%), ma un fatturato decisamente positivo (+7,8%). Anche il legno segna un fatturato positivo (+3,1%). I restanti comparti evidenziano in prevalenza risultati negativi. È il caso dei mezzi di trasporto (-8,2% la produzione), edilizia (-2,5%), il comparto grafico-editoriale (-4,6%), il settore chimico (-4,6% la produzione), il tessile (-10,5% il fatturato), vetro e ceramica (-15% il fatturato), le calzature (produzione -2,6% e fatturato -2,2%). Per gli ordinativi, buono l’andamento della domanda per farmaceutico (+7,8%), legno (+4,3%), servizi (+4,5%), metalmeccanico (+3,3%), grafica-editoria (+7%). Negativi gli altri settori. «Nel complesso - osserva la Confindustria pisana - si assistere ad una graduale sostituzione della domanda interna, in flessione, con quella estera».
Quanto al dato occupazionale, i dati aggregati mostrano un valore medio intorno al -0,6% complessivo rispetto al primo trimestre 2013, con oscillazioni tra alcuni settori che mostrano un dato in terreno positivo come ad esempio i servizi che raggiungono +16%. Mantengono lo stesso livello occupazionale il settore dei mezzi di trasporto (-0,5%), l’alimentare e il settore del legno (-0,3%), il settore conciario (-0,8%), il calzaturiero e il vetro-ceramica stabili. Gli altri settori restano ancora negativi in analogia con l’andamento della produzione, con valori oscillanti tra il -1,3% del settore metalmeccanico e il -7,2% del settore grafica-editoria.
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