Il dolore
Duplice tentato omicidio: condannato
Pena di 10 anni al muratore che tentò di bruciare il compagno della sua mamma e un amico che era con lui
PISA. Aveva dato fuoco a due connazionali sorprendendoli nel sonno. Uno era “colpevole” di aver allacciato una relazione con la sua mamma. L’altro solo di aver incrociato la vendetta di un figlio che combatte contro le scelte amorose della madre.
La condanna. Pawel Wysocki, 31 anni, polacco, muratore, di Pisa, è stato condannato in abbreviato a 10 anni per duplice tentato omicidio. All’imputato, difeso dall’avvocato Massimo Parenti, non sono state riconosciute le attenuanti generiche e a incidere sulla severità della pena è stata la continuazione del reato. Il gup Guido Bufardeci ha accolto la richiesta del pm Sisto Restuccia. La difesa farà appello.
La storia. L’episodio avvenne nell’ottobre scorso. Nella notte le ambulanze del 118 e i carabinieri si trovarono di fronte a due uomini seminudi che vagavano in strada con i segni del fuoco sulla palle. Uno, di 30 anni, quello che stava con la connazionale 55enne, è ancora in gravi condizioni nel reparto grandi ustionati di Cisanello. L'altro, 37 anni, aveva riportato bruciature su mani, braccia e schiena. Era meno grave ed è stato dimesso dopo qualche settimana.
I soccorsi. I due polacchi, senza fissa dimora, furono soccorsi in momenti ravvicinati, ma distinti, dal personale delle ambulanze. Il 30enne girava in piazza Manin poco prima delle una. Era in mutande con il corpo ricoperto di bolle e la pelle piagata dal fuoco. In piazza Sant'Antonio c'era un’altra persona, anche questa in mutande, con l’epidermide bruciata. Era l'amico 37enne corso in strada dopo essersi svegliato tra le fiamme in uno stabile dismesso vicino alla stazione di San Rossore.
Le indagini. I carabinieri fecero un sopralluogo nell'immobile abbandonato, nel quale i due polacchi negli ultimi tempi avevano deciso di vivere. Nel fondo diroccato trovarono una donna: una polacca di 55 anni, madre del condannato, che riferì della relazione con il connazionale 30enne. «Non rispondeva al telefono e sono venuta a vedere cosa era successo» disse ai militari. Aggiungendo il particolare dell'astio più volte manifestato dal figlio per la sua relazione.
L’arresto. Le attenzioni si spostarono così sul muratore. Che all'1,20 venne fermato in auto da una volante della polizia stradale. Gli fecero l'etilometro e l'esito positivo portò al ritiro della patente. Una poliziotta notò delle bruciature sulle mani. Gli chiese come se le era procurate e lui rispose che era successo al lavoro. Quando la fidanzata romena rientrò a casa intorno alle 4 si accorse di quelle ustioni. Il 31enne fornì un'altra versione per spiegare quelle piaghe. A quel punto Wysocki venne chiamato in caserma. Confermò di essere stato nel deposito abbandonato dove dormivano i due connazionali. Ma negò di aver appiccato le fiamme. Per l'accusa, invece, sarebbe entrato nel fabbricato e senza farsi sentire avrebbe bagnato di benzina i due polacchi per poi accendere il fuoco e scappare. Movente?
Non voleva che la mamma di 55 anni avesse una storia con uno sbandato di 30.
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