Sicurezza
Vince Di Maio, ma vota solo uno su tre
Il carabiniere originario di Palermo è il nuovo sindaco di San Giuliano con il 63,1%, a Strignano (M5S) va il 36,9%
SAN GIULIANO. Ha vinto Sergio Di Maio, carabiniere, nato a Palermo, e le percentuali dicono che ha vinto alla grande con il 63,13% dei voti anche se l’affluenza è crollata: sono andati alle urne in pochi, il 36,56% (9.489 cittadini), mentre al primo turno furono il 69,38% i votanti (18.008 sangiulianesi). Il candidato vincitore delle primarie del centrosinistra, sostenuto da Pd, Sel, Democratici Riformisti, è il nuovo sindaco di San Giuliano Terme: ha sconfitto Giuseppe Strignano, il giovane candidato grillino, arrivato al ballottaggio con il 13,48% contro il 46,17% che l’avversario ha raccolto al primo turno.
A veder bene, comunque, c’è anche un altro vincitore in questa tornata elettorale che per la prima volta ha visto il ballottaggio in un comune rosso per eccellenza quale San Giuliano: l’astensionismo. Un dato, quest’ultimo, che deve far riflettere e su cui hanno sicuramente inciso diversi fattori. Escludendo la bella giornata di sole che ha spinto tantissimi al mare – e quindi a disertare le urne – ha giocato a favore del non voto anche il fatto che Pd e sodali sono sempre stati sicuri di vincere, facendo sì che in molti elettori del centrosinistra scattasse uno strano ragionamento: tanto vinciamo, non c’è bisogno del mio voto. La prova? Al primo turno Di Maio aveva convinto 7.932 elettori e i candidati erano otto. Al ballottaggio (in cui si misurava solo contro uno sfidante) il neo sindaco non è riuscito a migliorarsi, raggiungendo quota 5.783: questo significa che gli elettori di centrosinistra si sentivano tranquilli e non hanno risposto alla chiamata del partito. Va ricordato che il Pd si è visto recapitare persino la richiesta di rimborso di un viaggio aereo: un elettore che aveva prenotato un volo per Parigi ha reagito così all’invito al voto per il ballottaggio. A posteriori si può dire che i cittadini ci avevano visto bene.
Rimane però il fatto che Strignano, al contrario, si è migliorato parecchio: partiva da 2.316 preferenze di due settimane fa e ieri è arrivato a 3.378, mille in più. Chi ha votato le forze di opposizione ha sostenuto l’unico candidato rimasto in corsa, nella speranza di rovesciare il Pd. Anche in questo caso un comportamento opposto alle indicazioni dei partiti. Questi, infatti, hanno lanciato appelli per l’astensionismo: siccome né Di Maio né Strignano hanno fatto apparentamenti, le forze uscite sconfitte al primo turno hanno invitato i cittadini a rimanere a casa. Addirittura tra Virgilio Luvisotti, volto storico della destra pisana (il quale aveva lanciato Giusto Nicosia come candidato sindaco), e il M5s c’è stata un’accesa polemica nei giorni precedenti al ballottaggio, in quanto il primo sosteneva che era stato tradito un accordo secondo cui chi fosse andato al secondo turno avrebbe chiesto il coinvolgimento delle altre forze politiche in funzione anti Pd. I Cinque Stelle hanno risposto che un accordo del genere non è mai esistito. La conclusione è che il cittadino di San Giuliano ha deciso in autonomia, sia che fosse di destra o di sinistra.
Di Maio guiderà la coalizione formata da Pd (13 eletti), Democratici Riformisti (1) e Sinistra Ecologia Libertà (1). Nell’ultima legislatura il neo sindaco è stato il consigliere più votato e ha ricoperto il ruolo di presidente del consiglio comunale. Strignano sarà in compagnia di altri due suoi colleghi di partito. Forza Italia e L’altra San Giuliano prendono due consiglieri a testa; infine un rappresentante per Fratelli d’Italia e uno delle liste civiche. (g.c.)
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