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OGGI I FUNERALI

L’addio a Enzo Matteoni simbolo del Gioco del Ponte

L’addio a Enzo Matteoni simbolo del Gioco del Ponte

PISA. «Formidabili quegli anni». Lo diceva sempre Enzo Matteoni, scomparso a 65 anni, ricordando il quinquennio vincente del Gioco del Ponte per la Parte di Mezzogiorno (1986-1990). Allora il Gioco...

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PISA. «Formidabili quegli anni». Lo diceva sempre Enzo Matteoni, scomparso a 65 anni, ricordando il quinquennio vincente del Gioco del Ponte per la Parte di Mezzogiorno (1986-1990). Allora il Gioco era una grande passione che durava tutto l'anno e coinvolgeva tutti i quartieri della città. Enzo era Generale di Parte e il Comando era composto, oltre che da lui, dal mitico Sergio Carlesi (Consigliere Militare, lo stratega delle cinque vittorie di fila), da Umberto Moschini Luogotenente Generale e dal sottoscritto Consigliere Civile. Enzo era di parte anche nella Parte: il suo spirito sanguigno di "uomo" del San Martino si scatenava nelle riunioni del Comando, soprattutto nei confronti di Umberto Moschini "reo" di sposare la diplomazia, l'intesa, il compromesso. Mi ricordo che furono Enzo e Umberto Moschini (da un'idea lanciata dal "Principe della pisanità" Francesco Capecchi) a convincermi a fare la prima conferenza in assoluto a Pisa sul Capodanno Pisano: da lì partì la proposta, poi fatta propria dalla città, di tornare a festeggiarlo.

Enzo allora faceva il restauratore di mobili in via Pietro Gori e per un po' di anni aveva condiviso questa professione con il fratello Pierangelo, anche lui (a quel tempo) "malato" del Gioco, come pure l'altro fratello Romano. Proprio a metà degli anni Ottanta Enzo Matteoni si divideva tra il suo lavoro di restauratore e il ruolo di assessore al Comune di San Giuliano Terme. Il suo amore per Cuba lo aveva portato poi a trasferirsi definitivamente là, mettendo su vicino all'Avana una scuola di intaglio e di restauro che aveva dato l'opportunità a centinaia di giovani cubani di imparare un'arte a loro sconosciuta.

I funerali di Enzo si svolgeranno oggi alle 14,30 nella chiesa di San Martino, quella che amava di più. Ci sarà anche il figlio Raffaele, il canottiere pisano che doveva partecipare ieri alla Regata dei "gozzi" nel contesto della gara delle Antiche Repubbliche svoltasi a Genova, e che appena appresa la notizia della scomparsa del padre aveva fatto subito ritorno a Pisa. A lui e ai familiari un abbraccio dalla redazione pisana del Tirreno.

Marco Barabotti

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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