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Il neo sindaco sprint «Subito al lavoro le tasse sono troppe»

Il neo sindaco sprint «Subito al lavoro le tasse sono troppe»

«Confronto con la coalizione, giunta pronta entro il mese» Lo sconfitto grillino: «Faremo uscire dal palazzo ogni errore»

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SAN GIULIANO. «Un po’ di festeggiamenti stanotte, ma da oggi subito al lavoro, a capofitto». Sergio Di Maio parla che è da poco passata la mezzanotte. Le sezioni scrutinate non sono ancora tutte, ma l’esito elettorale è ormai definito. Di Maio è il nuovo sindaco di San Giuliano (con il 63,1%), è il successore di Paolo Panattoni. «Certo che sono contento del risultato, e di questo devo ringraziare tutti i cittadini che hanno sostenuto la mia candidatura», dice il neo sindaco.

Ma cosa significa gettarsi a capofitto nel nuovo compito? Per Di Maio il primo passaggio sarà la composizione della giunta, della squadra che lo dovrà accompagnare nell’azione amministrativa. «Iniziamo subito - spiega - a fare confronti con la coalizione, entro fine mese conto di avere la squadra al mio fianco».

Sergio Di Maio dovrà poi cominciare a lavorare secondo gli indirizzi illustrati durante la lunga campagna elettorale. «Ci sono da portare avanti i lavori avviati, da cominciarne di nuovi - dice Di Maio - e soprattutto di mettersi all’opera per centrare l’obiettivo di abbassare la pressione fiscale sui cittadini».

Sergio Di Maio è nato a Palermo 43 anni fa. Padre di due figlie, Francesca e Federica. Diplomato agrotecnico, ha frequentato la facoltà di Agraria. È carabiniere e lavora a Camp Darby. Ama leggere e ha in Andrea Camilleri (siciliano come lui) uno dei suoi autori preferiti. Sin da studente si è impegnato all'interno di associazioni antimafia nella Sicilia e nel 1989 si è candidato a sindaco in una lista civica di sinistra al Comune di Palermo. Vive in Toscana da 25 anni. Iscritto al Partito democratico, aveva vinto le primarie del centrosinistra contro gli sfidanti: Alessandro Betti (anche lui del Pd) e Franco Marchetti di Sel.

Giuseppe Strignano, 28 anni, candidato sindaco dei Cinque Stelle, si dice comunque «felicissimo» del risultato elettorale (36,9%, «perché in Comune - spiega - sono finalmente entrati i cittadini. Tenteremo di migliorare il Pd».

L’esponente grillino, uscito sconfitto dal ballottaggio con Di Maio ma a testa alta, sostiene «che senza di noi i democratici non sarebbero mai migliorati: ora noi faremo uscire dal palazzo ogni promessa non mantenuta, ogni errore e lo sventoleremo come una bandierina per farlo conoscere a tutti i sangiulianesi. In questi cinque anni i democratici non potranno più commettere errori e credo che questo sia il modo migliore per fare opposizione dimostrando che vogliamo bene alla nostra città».

«L’affluenza è stata bassa, ma non si può definire una sorpresa visto che gli schieramenti degli altri candidati avevano dato indicazione di non andare a votare», commenta l’ormai ex sindaco Paolo Panattoni. Ma che lavoro attende il nuovo primo cittadino di San Giuliano, Sergio Di Maio? «Un lavoro importante, in un momento difficile in tutti i contesti. Da una parte ci sono i servizi da erogare ai cittadini, dall’altra le risorse disponibili che sono contenute dai tagli dei trasferimenti statali. Trovare un nuovo equilibrio sul territorio è la sfida più importante». Un giorno particolare per Panattoni, che chiude un’esperienza lunga dieci anni da sindaco del Comune termale. «In effetti sono giorni particolari per me, e dopo dieci anni non potrebbe essere diversamente. Sono molto sereno e questo mi deriva dalla consapevolezza di aver fatto quello che doveva essere fatto». (f.l. - g.c.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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