Toscana
I Cantieri navali al gruppo franco-cinese
Accolta l’offerta della Union Strong Marine Holding: entro il mese la conclusione dell’accordo
PISA. Ora i Cantieri navali di Pisa vanno davvero verso la cessione al gruppo franco-cinese della Union Strong Marine Holding. La svolta pochi giorni fa quando sul tavolo del curatore fallimentare Federico Galantini sono arrivate le proposte formali dei soggetti interessati a rilevare lo storico sito produttivo nell’area dei Navicelli.
Galantini ha verificato le offerte: 6,2 milioni di euro dalla Union Strong Marine e 6,4 milioni di euro l’altra concorrente, la società romana Mv Yachting. La differenza, come specificato dal curatore, è stata fatta dalle garanzie economiche, che il gruppo franco-cinese ha già versato.
Si tratta di un epilogo abbastanza a sorpresa, andando di fatto a riannodare i fili della vicenda a quasi due mese fa, quando il tribunale della Spezia aveva disposto la sospensione della vendita dei Cantieri navali di Pisa. Lo aveva annunciato lo stesso commissario liquidatore del gruppo Baglietto, Galantini, durante un incontro convocato dall’assessore regionale al lavoro Gianfranco Simoncini, al quale avevano partecipato Provincia e Comune di Pisa, Lega delle Cooperative e sindacati. Quella decisione, presa dal giudice delegato, aveva annullato il preliminare di acquisto stipulato con il gruppo franco-cinese Union Strong Marine Holding, riaprendo le procedure per la cessione dei Cantieri.
Alla scadenza data dal giudice per la presentazione di nuove offerte, la scelta a favore dei franco-cinesi, mentre la Mv Yachiting era la soluzione preferita dalla Cgil e dai lavoratori dei Cantieri, sempre in presidio ai Navicelli e che si sono costituiti come cooperativa.
La svolta a favore della Union Strong Marine Holding dovrà essere concretizzata nei prossimi giorni, e comunque entro la fine del mese. Uno dei passaggi chiave sarà la richiesta delle concessioni per poter lavorare sul canale da rivolgere alla Navicelli Spa, la società di gestione dell’area. Da capire anche quelli che saranno i programmi per la ripresa e lo sviluppo del cantiere da parte della nuova proprietà, che nei documenti legati all’offerta economico aveva sempre garantito il mantenimento dei livelli occupazionali.
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