Sicurezza
Un bagno di folla per la seconda vita del chiosco antimafia
PISA. «La legalità è un problema che investe trasversalmente il nostro Paese. Il sequestro dell'edicola nel centro storico di una città come Pisa ne è la dimostrazione. La risposta che ha dato la...
PISA. «La legalità è un problema che investe trasversalmente il nostro Paese. Il sequestro dell'edicola nel centro storico di una città come Pisa ne è la dimostrazione. La risposta che ha dato la città stasera, non solo con la presenza di tutte le autorità istituzionali, ma anche con la presenza dei giovani delle scuole e dell'università, è la testimonianza concreta per dire da che parte stiamo».
Aprono il cuore le parole di don Luigi Ciotti, che prima di inaugurare l'edicola confiscata in Borgo Stretto si lascia andare ad un meritato e caloroso bagno di folla in piazza Garibaldi. Affiancato dai ragazzi di Libera, stanco e commosso per l'accoglienza tributata alla lectio magistralis tenuta al Polo Carmignani, continua a parlare di corruzione, come ferita sempre più profonda del nostro Paese.
«Qui ci sono tutti gli anticorpi per combattere la corruzione – dice don Ciotti –. Vengo a Pisa da quarant'anni. Libera qui è molto presente, nelle scuole, nell'università, nelle chiese. Sento questa città molto vicina. Qui si fa da anni un gran lavoro sulla legalità. Ai giovani dico state attenti». L'invito di don Luigi Ciotti è di dare voce alle nostre coscienze, perché il senso di responsabilità è la spina dorsale della democrazia. Il suo monito ai giovani è quello di essere sempre vigili, soprattutto nei periodi di grande crisi economica «perché la liquidità ce l'hanno proprio le mafie». E aggiunge «il vero problema non sono i politici corrotti, ma noi cittadini: non dobbiamo essere cittadini a singhiozzo, non basta commuoversi all'indomani delle tragedie e poi dimenticare. Una parte di responsabilità ce l'ha sicuramente la politica, ma l'altra dobbiamo averla noi. Ora spetta a voi, a tutti noi cittadini, fare in modo che questa edicola e questa cooperativa possano crescere e vivere».
Renata Viola
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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