Il Tirreno

Pisa

Rota in concordato il Comune revoca l’appalto ex Stallette

Rota in concordato il Comune revoca l’appalto ex Stallette

Contestati alla ditta i ritardi nel cantiere da 2,5 milioni L’assessore Serfogli: «Dobbiamo finire entro giugno 2015»

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Risoluzione del contratto e probabile richiesta danni per i ritardi nell’esecuzione dei lavori di recupero delle ex Stallette. Un appalto da 2,5 milioni di euro finanziato con fondi europei, regionali e comunali.

Finisce come si era temuto dopo l’abbandono progressivo del cantiere, il rapporto tra Comune e l’impresa “Costruzioni Luigi Rota Srl”. Uno dei progetti Piuss (Piano integrato di sviluppo urbano sostenibile) stenta a prendere corpo e dopo l’affidamento dei lavori, avvenuto nel febbraio 2012, le opere dall’aprile scorso avevano iniziato a procedere a rilento. Le difficoltà economiche della ditta hanno aggravato i tempi dell’appalto. Nell’ottobre 2013 la Rota ha presentato una richiesta di concordato preventivo “in bianco”. Poi è stato formalizzato il concordato definitivo nel marzo scorso con la nomina del commissario giudiziario nella persona del dottor Francesco Poddighe.

Le contestazioni. Palazzo Gambacorti mette in fila le contestazioni che hanno portato alla risoluzione del contratto. «Ingiustificati ritardi sulle lavorazioni che costituiscono gravi elementi di pregiudizio all'andamento del cantiere – si legge nella determina – che comportano il superamento della misura massima delle penali (10% dell'importo contrattuale), oltre che l'eventuale revoca del co-finanziamento disposto con decreti della Regione Toscana per il 60% dell'importo complessivo dell'intervento; irregolarità del Durc che evidenziano il mancato versamento dei premi assicurativi Inail per l'anno 2013 di 118.745,54 euro e di 88.708,06 euro dei versamenti Cassa Edile; "comportamento dell'impresa appaltatrice non improntato ai canoni di correttezza e buona fede, oggettivizzato in una serie di comunicazioni incomplete, omesse o poco chiare (il riferimento è alla mancata comunicazione della richiesta di concordato in bianco, ndr), atte ad occultare la reale situazione di crisi dell'impresa».

I tempi. È un ritardo notevole quello accumulato nell’intervento nell’area a fianco dei Vecchi Macelli, dove dovrebbero sorgere strutture destinate ad aziende giovani nei settori ad alta tecnologia. Secondo i programmi i lavori dovevano concludersi ai primi di agosto. Gli uffici comunali stanno verificando i requisiti della ditta seconda classificata nel bando per un subentro a tempo di record. «Non è stata una volontà politica quella della risoluzione del contratto – spiega l’assessore ai lavori pubblici, Andrea Serfogli –. È stata una scelta tecnica in presenza di un concordato preventivo. I tempi per finire i lavori per non perdere i fondi sono slittati da dicembre a giugno 2015. Termine ultimo per non perdere il contributo regionale. Il cantiere è al 50 per cento. La nuova ditta dovrà lavorare di grande lena per finire in tempo».

Le penali. Il Comune sottolinea che i giorni di ritardo messi insieme dalla Rota all’aprile scorso erano 370 che a 1.264 euro al giorno di penale si trasformano in un importo di 467mila euro. «Ma i danni potrebbero crescere in caso di revoca dei finanziamenti assegnati con i decreti della Regione» rimarcano a Palazzo Gambacorti.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa