Il dolore
«Ora la Regione ritiri la delibera»
Il sindaco: Riggio insiste per i 2.400 metri a Peretola, Rossi smentito. Zappacosta (Pd): Enac sbaglia tutto
PISA. Di ieri la notizia della richiesta, da parte di Comune e Provincia, di un intervento dell’Autorità regionale per la partecipazione. Ne parliamo a fianco. Un altro ricorso alla legge nella battaglia degli aeroporti. In questa vicenda tutti gli attori in scena hanno almeno una cosa in comune: stanno andando diritti per la loro strada, altro che accordi. Gli enti pisani lo dimostrano con questa ulteriore mossa, mentre da Firenze danno il governatore Enrico Rossi decisamente intenzionato a seguire quello che indica il documento approvato dal Pd regionale (punto primo: pista di Peretola non oltre i 2mila metri) e procedere alla fusione tra Galilei e Vespucci con Corporacion America in cabina di regia.
Contro Riggio. Ma anche a livello nazionale non si cambia direzione e le nuove dichiarazioni di Vito Riggio, presidente di Enac (la nuova pista di Firenze «dovrà ragionevolmente essere di 2.400 metri») hanno sollevato un vespaio. In serata una sorta di retromarcia, da parte di Riggio, che però non calma gli animi: «L’Enac sta ancora valutando le caratteristiche relative alla lunghezza della pista». Risultato: ormai nessuno si fida più di nessuno. Il presidente della Provincia, Andrea Pieroni definisce l’intervento di Riggio «particolarmente urtante». Il sindaco Marco Filippeschi chiede alla Regione, «brutalmente smentita», di «ritirare subito la sua delibera: ora il gioco è clamorosamente scoperto».
Renzi: sì ai 2mila metri. Questo balletto di dichiarazioni non agevola certo il compito di chi cerca faticosamente di ricucire i rapporti tra Pisa e Firenze. Dal capoluogo mandano rassicurazioni multiple. Dicono che Rossi sia pronto ormai per portare in giunta la delibera di approvazione del Pit, il piano di indirizzo territoriale, ora solo adottato, con l’indicazione dei 2mila metri per la pista di Peretola. Dicono anche che, sul documento del Pd regionale, sempre incentrato sui 2mila metri anti-concorrenza tra scali, il premier Matteo Renzi aveva dato la sua benedizione. E Carmine Zappacosta, responsabile regionale infrastrutture del Pd, va a sua volta contro Riggio: «Non so come sia abituato, ma in Toscana funziona che la politica urbanistica la fanno le istituzioni preposte. Sono sicuro che, a breve, i fatti avvaloreranno la linea del Pd».
Adf, piano in modifica. Cosa si muove, allora? Si lavora su più tavoli per modificare il masterplan di Adf, cancellando la previsione dei 2.400 metri di pista. E anche Corporacion America sarebbe pronta a dare rassicurazioni rispetto alle linee indicate del Pit. A Pisa però si alza ancora di più la guardia e, a parte la questione dei 2mila metri di pista a Peretrola, al primo posto delle richieste si mette la co-governance con la società di Eurnekian: prima si lavora insieme, si capisce come unire Sat e Adf-Aeroporto di Firenze, poi si possono definire altri passaggi. In pratica, per Pisa non può essere l’Opa a dettare i tempi: da qui il ricorso al Tar sulle delibere regionali e la richiesta all’Autorità per la partecipazione. In pratica, stoppate tutto.
Alleanza con Prato. Tira diritto anche Corporacion, che punta comunque al successo dell’Opa. Contromossa ulteriore degli enti, che cercano “strane” alleanze: una sorta di coordinamento tra Comuni pisani e pratesi contrari, anche se per motivi differenti, all’allungamento della pista di Peretola. Il renziano Biffoni, neosindaco di Prato, ha detto: «Senza rassicurazioni sull’impatto ambientale non se ne parla». In città circola una battuta (solo una battuta?): «Siamo stati troppo magnanimi, due anni fa, quando abbiamo concesso a Firenze di prevedere una pista di 2mila metri, nemmeno quella andava permessa. Con treni veloci, Peretola era un city airport anche con la pista di 1.400 metri». Allora Rossi e Filippeschi si erano dati la mano. Oggi votano uno contro l’altro.
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