Il Tirreno

Pisa

Le commesse ci sono ma l’azienda chiude

di Lorenzo Lazzerini
Le commesse ci sono ma l’azienda chiude

Il prossimo 15 giugno l’ufficiale giudiziario apporrà i sigilli alla Serimec Srl Lo spettro del licenziamento incombe sui tredici dipendenti di Capannoli

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CAPANNOLI. Due date che suonano come una condanna per i 13 dipendenti della Serimec Srl di Capannoli. I titolari dell’azienda serigrafica hanno comunicato (ma solo verbalmente) che il 9 giugno tutto il materiale e i macchinari verranno trasferiti, mentre il 15 giugno l’ufficiale giudiziario metterà i sigilli alla ditta. Il giorno della chiusura dovrebbe essere anticipato a venerdì 13 o posticipato a lunedì 16, visto che la data indicata cade di domenica, ma la sostanza non cambia. Lo spettro del licenziamento incombe e dalla prossima settimana tutti i dipendenti della Serimec rischiano di rimanere a casa. Nell’incontro con il sindacato Uil alla sede di Pontedera spiegano la situazione in cui si sono trovati nel giro di due giorni. Anche se neppure loro conoscono fino in fondo i particolari. «Mercoledì ci hanno detto solo che l’ufficiale giudiziario chiuderà l’azienda e che verremo messi in mobilità. Significa praticamente che siamo di fronte a un fallimento, ma non sappiamo nemmeno se è stato nominato un curatore fallimentare o se ci sono altri motivi dietro alla chiusura della Serimec. Eppure il lavoro da fare non manca...». Ed è proprio questo l’aspetto che inquieta i 13 operai. Le commesse ci sono e l’ultima cosa che si aspettavano era un licenziamento con un preavviso così breve. Nella sede operativa di Capannoli (quella legale è a Genova) si realizzano infatti portachiavi stampati, portadocumenti, paraspruzzi e portatarghe. Ma anche portanomi e insegne magnetiche. L’azienda era controllata da Meccanocar Srl, azienda multinazionale specializzata nel commercio all’ingrosso di materiale di consumo e utensili per artigiani e industrie dell’automotive. Da febbraio ha venduto un ramo di Serimec Srl a Meccanocar Italia Srl, che entro il 31 maggio avrebbe dovuto acquisire anche l’altra metà. «Invece l’acquisto non è andato in porto – spiegano i dipendenti – ma temiamo che la chiusura sia dovuta solo al contenimento dei costi, visto che la Meccanocar possiede un’altra struttura a Gello e farebbe svolgere il lavoro logistico e di magazzinaggio a qualcun altro. Ma se veniamo licenziati non sappiamo proprio chi curerà la parte serigrafica».

Intanto, oggi alle 10 una rappresentanza dei dipendenti della Serimec Srl incontrerà il sindaco di Capannoli Arianna Cecchini. «Vogliamo metterla al corrente della situazione. Anche se non potrà fare molto è comunque giusto che conosca i problemi occupazionali sul territorio». Al confronto parteciperanno anche i sindacalisti della Uil. «Siamo contro i licenziamenti – dicono – ma prima di esprimerci vorremmo fare chiarezza sui motivi della chiusura dell’azienda».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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