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la parabola della società

In 50 anni ascesa e declino di una big del mattone a Pisa

PISA. La Rota costruzioni ha tagliato proprio l'anno scorso il mezzo secolo di vita. Nata nel 1963, si era contraddistinta anche in ambito calcistico, tanto che tra il 1971 e il 1978 il suo fondatore,...

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PISA. La Rota costruzioni ha tagliato proprio l'anno scorso il mezzo secolo di vita. Nata nel 1963, si era contraddistinta anche in ambito calcistico, tanto che tra il 1971 e il 1978 il suo fondatore, Luigi Rota, era stato presidente del Pisa Sporting Club fino all'avvento di Romeo Anconetani.

Erano anni in cui l'impresa marciava a gonfie vele. Un trend in crescita notevole fino a metà degli anni Ottanta. Scomparso nel 1997, a Luigi erano subentrati i figli (e, meno di due anni fa, il 27 luglio 2012, è stata istituita la nuova Costruzioni Luigi Rota & Co srl, con alla guida sempre Massimo Rota). Un'attività rivolta all'edilizia civile, commerciale, artigianale, industriale e delle infrastrutture e portata avanti con grande dinamismo soprattutto sul territorio. Poi il progressivo declino, con la crisi del mercato immobiliare «che ha fatto registrare _– sono le parole dello stesso Massimo Rota – una stasi delle compravendite ferme ai livelli di metà anni Ottanta. Ma c'è di più. Il mercato immobiliare con la perdita di valore delle costruzioni, la poca motivazione all'acquisto e la difficoltà a ottenere credito non è il solo responsabile della crisi dell'edilizia. C'è stata purtroppo la mazzata finale: il crollo degli appalti». Nonostante i tempi bui, almeno fino al 2012 la Costruzioni Rota era riuscita a barcamenarsi. Dall'inizio degli anni Duemila aveva realizzato importanti opere.

La più visibile di tutti, il restauro di Palazzo Giuli Rosselmini Gualandi, ovvero il Palazzo Blu, eseguito per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, che vi ha trasferito la propria sede istituzionale prima del recupero dello stabile di via Toselli. Altri lavori di spicco sono il recupero dell'ex Stazione Leopolda, della sede della Scuola Superiore Sant'Anna, del complesso settecentesco delle Terme di San Giuliano. Significativa anche la ristrutturazione dell'ex-istituto Principe Amedeo di via Mazzini, trasformato in un complesso di 17 appartamenti con ampi spazi comuni e parcheggi privati. Degna di nota è anche "La Pantera Rosa", cioè l'asilo nido aziendale della questura, all'interno della caserma Mameli, in via San Francesco, uno dei pochissimi in Italia ad andare incontro alle esigenze di poliziotte e poliziotti alle prese con biberon e pannolini. Uno degli interventi più rilevanti è quello eseguito alcuni anni fa all'interno del parco di Migliarino, San Rossore, Massaciuccoli: si è passati da vecchi ruderi agricoli a un polo turistico nella tenuta Salviati.

Da qui in poi la crisi profonda, tanto che l'azienda già nel 2013 - a 50 anni esatti di vita - aveva dovuto avviare, prima della richiesta di concordato, la cassa integrazione a scaglioni per i suoi 75 dipendenti, tra cui 50 operai.

Marco Barabotti

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