Il Tirreno

Pisa

Grillini-Luvisotti, è polemica sulle mancate alleanze

di Daniele Benvenuti

SAN GIULIANO. Alla vigilia del ballottaggio (si vota domenica prossima per eleggere il sindaco) una polemica scuote Cinque Stelle, con l’addio di Marcello Masini, uno dei promotori insieme ad Enzo...

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SAN GIULIANO. Alla vigilia del ballottaggio (si vota domenica prossima per eleggere il sindaco) una polemica scuote Cinque Stelle, con l’addio di Marcello Masini, uno dei promotori insieme ad Enzo Dell’Aquila del Movimento a San Giuliano. Il motivo è la scelta di andare da soli alla sfida finale.

«Gli accordi erano diversi – scrive Masini in una lettera inviata ai giornali -. In queste elezioni ho ritenuto di non candidarmi (per una denuncia a mio carico) considerando comunque prioritario presentare la lista del Movimento e un candidato sindaco per tentare di sconfiggere la politica “disastrosa” dell’amministrazione uscente».

«Per le difficoltà che si sono presentate e la necessità di coinvolgere altre forze politiche - prosegue Masini - ho richiesto, con il consenso di tutti, l’intervento di Virgilio Luvisotti, ritenuto per il suo passato una persona coerente, trasparente e capace di aiutare il movimento negli adempimenti elettorali. Tutto questo si è svolto alla luce del sole. In questa logica fu definito un accordo secondo il quale chiunque fosse andato al ballottaggio contro il candidato della vecchia amministrazione avrebbe chiesto il coinvolgimento di altre forze politiche, per costituire un fronte comune per il cambiamento».

Fu anche concordato di inserire nei programmi che, nel caso di elezione a sindaco di un candidato alternativo a Di Maio, si sarebbe proceduto ad una giunta di “salute pubblica" per risanare il Comune. Ma dopo il primo turno, secondo Masini, le cose sono cambiate: «Dopo il voto che ha mandato al ballottaggio il candidato dei 5 Stelle, gli accordi sono stati rinnegati e, contro il mio parere che ne chiedeva il rispetto, è stato deciso di andare da soli al voto. Un voltafaccia incredibile ed un errore politico che impedirà di realizzare l’auspicato cambiamento - conclude -. Per cui mi dissocio dalle decisioni assunte dal M5S, e ritiro la mia adesione al movimento».

Questa la replica di Giuseppe Strignano, candidato sindaco: «Nel Movimento, per statuto, "uno vale uno". La persona attore di queste dichiarazioni agisce e ha agito in modo del tutto autonomo, contravvenendo ai principi fondamentali del movimento. Movimento che, condannando il modo di fare politica dei partiti visti fino a oggi, non è disposto a fare alleanze o promesse di qualunque tipo per ottenere il consenso elettorale. Promettiamo di portare avanti, in caso di vittoria, quei punti comuni nel nostro programma e nei programmi delle altre liste allo scopo di fare tutto il possibile per migliorare la vita dei cittadini».

Sulla vicenda intervengono anche Virgilio Luvisotti e Tiziano Nizzoli di “Cittadini e Territorio”: «Purtroppo abbiamo pagato anche sulla nostra pelle questo ripensamento, perché avevamo garantito i "diffidenti" della lealtà delle proposte e della serietà della trattativa, che avrebbe dovuto portare ad un accordo per andare uniti al ballottaggio, nel tentativo di mandare a casa i responsabili dei disastri della precedente amministrazione comunale. Invece i grillini hanno fatto la loro "grillata”, buttando alle ortiche le possibilità di cambiamento richieste dalla gente. A questo punto agli elettori diciamo che questo ballottaggio è un bluff, per cui non andremo a votare».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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