Il Tirreno

Pisa

Ora Serfogli promette la riapertura a breve del forno crematorio

di Candida Virgone
Ora Serfogli promette la riapertura a breve del forno crematorio

L’assessore annuncia il collaudo dell’impianto a settembre ma la Socrem denuncia i ritardi per la Sala del commiato

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PISA. Nuove promesse e uno spiraglio sull’attesa riapertura del forno crematorio.

Parola dell’assessore Serfogli, secondo il quale i pisani non dovranno più “emigrare” per una funzione così delicata e ineludibile come il dire addio al mondo. Migrazioni che mettono fra l’altro in crisi le altre strutture regionali. A settembre, se tutto fila liscio, ci dovrebbe essere il collaudo del nuovo impianto nel cimitero suburbano, mentre dovrebbero prendere il via gli attesi progetti per la realizzazione del Giardino della memoria e della sala del commiato, vale a dire le aree rispettivamente di dispersione delle ceneri ed esposizione delle urne.

La risposta a un tema molto sentito è stata fornita ieri mattina alla Stazione Leopolda da Andrea Serfogli, presente alla conferenza stampa di protesta organizzata dalla Società per la cremazione pisana.

Con il presidente e il segretario dell’istituzione, Adolfo Braccini e Sergio Castelli, c’erano membri del consiglio di amministrazione e del collegio sindacale, quali Cristina Filippini, Giuliano Pizzanelli e gli avvocati Giuseppe Mapi e Patrizia Ciardi. Tutti insieme hanno fatto il punto della situazione.

Di fatto l’impianto è stato chiuso il 5 settembre del 2011 perché non era a norma e da allora, nonostante diversi annunci, la data di fine lavori è slittata in maniera inesorabile ad ogni scadenza. Una situazione che ha provocato non pochi disagi.

«Siamo di fronte ad un nulla di fatto – ha detto ieri Braccini – nonostante due ordini del giorno votati all’unanimità dal consiglio comunale e con i quali, nella passata legislatura, si impegnava la giunta a risolvere l’annoso problema».

Alla Socrem addirittura risultava che la ditta aggiudicatrice del bando per la fornitura del nuovo macchinario non avesse ancora ricevuto la conferma d’ordine e che fossero state sbagliate le misure del basamento che dovrebbe sorreggere l’impianto.

Nel cahier de doléance della società pisana, poi, anche le mancate risposte relative alla realizzazione in via Pietrasantina, a proprie spese, del Giardino della memoria, area di dispersione delle ceneri piuttosto che nel cinerario collettivo o in mare, unici luoghi autorizzati dal Comune di Pisa a fronte di un ordinamento che permette al defunto la scelta di altri siti predestinati e che si potrebbe attuare approvando un apposito regolamento.

Braccini ha poi denunciato i ritardi sul progetto della Sala del commiato, struttura da realizzare come servizio gratuito alle famiglie che non ritengono esporre il proprio caro in casa o altri luoghi.

Ammettendo la responsabilità del Comune negli annosi ritardi, dovuti a carenza di personale dell’ufficio preposto (in mano ad un geometra ormai disperato, ad un tecnico ed un becchino), ufficio non rafforzabile dato il blocco delle assunzione e l’impossibilità di spostamenti, Serfogli ha fatto il punto della situazione.

«La gara è stata aggiudicata – ha detto – il contratto firmato e il nuovo macchinario ordinato: l’arrivo è previsto per fine luglio e speriamo di poter fare il collaudo dell’impianto a settembre. E’ stato risolto anche il problema del basamento e, sempre entro fine luglio, potrà essere approvato il regolamento sulla dispersione. Per quanto riguarda la sala del commiato – ha aggiunto – il progetto sarà presentato la prossima settimana e si pensa di poter dare risposte utili entro la metà del 2015, mentre la convenzione per il Giardino della memoria dovrebbe arrivare entro fine anno».

«Forse rendere loculi è più redditizio – sottolineano gli avvocati Mapi e Ciardi – ma la cremazione, a fonte di carenza di spazi e problemi di spese, è ormai il futuro: la domanda registra una crescita del 15% in Italia e del 5% annuo a Pisa, dove la richiesta arriva nel 37% dei casi di decesso. I soci attualmente sono 2339, la maggior parte dei quali (1333) femmine».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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