Sicurezza
Zakir, borsa di studio riservata ai figli pagata da un’azienda
Gara di solidarietà per i familiari del lavapiatti ucciso
PISA. Una borsa di studio per garantire un futuro ai figli di Zakir.
La proposta è stata formalizzata da una società del sud, attiva nel settore della cantieristica, allo studio legale Frullano-Mannucci che si occupa di assistere i familiari del lavapiatti bengalese ucciso in Corso Italia con un pugno nella notte tra domenica 13 e lunedì 14 aprile.
Borsa di studio. L’azienda ha contattato gli avvocati e si è messa a disposizione per istituire un fondo da destinare all’educazione dei figli di Zakir Hossain, morto a 34 anni. Uno degli aspetti che andrà valutato per dare corpo al progetto di solidarietà concreta è se l’aiuto verrà erogato nel Paese di origine dei ragazzi o se sarà attuato in Italia. In quel caso chi usufruirà della Borsa di studio dovrà per forza di cose lasciare il Bangladesh.
La disponibilità a ospitare la vedova e i quattro figli - anche se la più grande è sposata - era già stata assicurata dai datori di lavoro del lavapiatti, i titolari del ristorante Tanduri di piazza Gambacorti. «La moglie di Zakir può prendere il suo posto nel locale» ribadisce Latif Parvez che con Sandeep Kumar gestisce l’attività.
Fronte Inail. È in fase avanzata la pratica all’Inail per riconoscere alla vedova un risarcimento e un’indennità mensile per la morte di Zakir. Il suo decesso, avvenuto all’uscita dal ristorante e in attesa di tornare a casa, può essere incluso nella fattispecie degli incidenti in itinere per i quali i lavoratori godono di una copertura assicurativa. A livello di contributi privati la somma raccolta - significativa la donazione di alcuni club del tifo organizzato fiorentino - supera i 10mila euro.
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