Il Tirreno

Pisa

«Pisa non deve temere Firenze»

di Pietro Barghigiani

Il sottosegretario Lotti invita al dialogo tra enti. Gli argentini prorogano l’Opa su Sat fino al 17 giugno

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PISA. «È auspicabile un incontro a quattro tra il presidente della Regione e i sindaci di Firenze, Prato e Pisa per affrontare il tema aeroportuale e, soprattutto, per abbassare i toni».

Non ha la ricetta per superare il braccio di ferro istituzionale sul tavolo del dualismo degli scali Galilei-Vespucci, il sottosegretario alla presidenza del consiglio, Luca Lotti.

Il braccio destro del premier Matteo Renzi invita, però, al dialogo tra le parti e scongiura i temuti effetti di un ridimensionamento di Pisa in caso di potenziamento di Peretola.

L’occasione per intervenire sull’argomento è arrivata in prefettura per la cerimonia del 2 giugno, festa della Repubblica.

Prima della consegna delle onorificenze, il sindaco Marco Filippeschi si è appartato con Lotti nel giardino della prefettura. Un dialogo fitto durato alcuni minuti.

Oggetto della conversazione: il duello dei cieli tra Pisa e Firenze e le critiche del sindaco al comportamento della Regione di vendere agli argentini.

«Pisa non deve temere». «Da toscano dico che la regione ha bisogno di entrambe le infrastrutture aeroportuali – spiega il sottosegretario –. Siamo di fronte a due interessi diversi. Pisa non deve temere niente. Firenze ha perso cinque anni sull’aeroporto e ora deve recuperare. Lo ripeto: il potenziamento di Peretola non indebolirà il Galilei».

Alla domanda se questa operazione avverrà all’interno dell’attuale piano di indirizzo territoriale, Lotti allarga le braccia e risponde: «Su questo argomento decide la Regione. Di sicuro è bene che i sindaci interessati, di cui due neo eletti (Prato e Firenze, ndr), e il governatore Enrico Rossi si incontrino anche e comunque per abbassare i toni di un campanilismo che non ha ragione di essere».

La diffida. Ieri, intanto, è stata trasmessa la diffida del presidente del Patto di sindacato dei soci pubblici, Marco Filippeschi, alla Camera di commercio di Firenze che ha deliberato la cessione della sua quota in Sat agli argentini di Corporacìon America. La vendita riguarda l'1,42% della Sat, equivalente a 140mila azioni che al prezzo di 14,22 euro per azioni si traduce in un’operazione di poco inferiore ai 2 milioni di euro.

Secondo Filippeschi però, facendo proprio il parere dello studio legale Norton Rose Fulbright, «il diritto di recesso dal patto non è applicabile al caso in cui il socio intenda aderire ad un'Opa volontaria». E per questo la violazione del patto comporterebbe una penale del 10 per cento.

Ma per Vasco Galgani, presidente dell’ente cameral fiorentino, non è un problema: «Penali? Forse, ma è materia controversa, se la vedano gli avvocati. Se Filippeschi ha ragione pagheremo il 10% tra qualche anno. Vendendo quelle azioni, come Camera abbiamo già realizzato un surplus del 40 per cento».

Opa prorogata. Infine, Corporacìon America Italia Srl ha prorogato, per ulteriori 10 giorni di Borsa aperta, il periodo di adesione all’offerta pubblica di acquisto volontaria totalitaria sulle azioni Sat. La scadenza originaria era stata fissata per oggi. Il periodo di adesione all’offerta terminerà alle 17.30 del 17 giugno. Il corrispettivo dell’offerta, pari a euro 14,22 per ciascuna azione portata in adesione all’offerta, sarà pagato agli aderenti all’offerta in data 24 giugno 2014».

Ci sono ancora due settimane di battaglia e stamani il giudice del Tribunale delle imprese di Firenze si pronuncerà sulla richiesta di sequestro delle azioni Sat detenute dalla Regione che vuole venderle agli argentini aderendo all’Opa.

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©RIPRODUZIONE RISERVATA

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