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Sat, un altro socio vende agli argentini

Sat, un altro socio vende agli argentini

La Camera di commercio di Firenze pronta a cedere la sua quota, ma il presidente del patto Filippeschi fa partire la diffida

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PISA. Si apre un altro fronte legale tra Pisa e i soci pubblici che vogliono vendere le loro quote in Sat a Corporacìon America.

La Camera di commercio di Firenze esce dal patto dei soci pubblici che controlla Sat e il sindaco Marco Filippeschi, come presidente del patto di sindacato, annuncia la diffida all’ente camerale che verrà trasmessa stamani a quella che ora diventa un ex alleato.

La decisione della Camera di commercio fiorentina anticipa l'adesione all'Opa lanciata da Corporacìon America di Eduardo Eurnekian, e quindi alla cessione della quota dell'1,42% detenuta in Sat. Sempre in ambienti istituzioni viene fatto sapere che la Camera ritiene che la sua uscita dal patto dei soci pubblici determini la rottura del patto stesso.

L’ente camerale ha comunicato venerdì a Filippeschi di voler uscire dal patto aprendo così la strada alla cessione delle quote - 1,42 per cento - agli argentini che di Sat hanno il 27, 39%.

Filippeschi precisa che il «patto ha acquisito e fatto proprio il parere reso il 17 aprile 2014 alla stessa società emittente Sat dallo studio legale Norton Rose Fulbright, secondo il quale il diritto di recesso previsto ex art. 123 terzo comma Testo unico della finanza non è applicabile al caso in cui il socio paciscente intenda aderire ad un'Opa volontaria, come quella promossa da Corporacìon America Italia Srl». E proprio su questa base il sindaco, con il presidente della Provincia, Andrea Pieroni, ha diffidato la Regione dal porre in essere l'annunciata cessione della sua partecipazione in Sat sindacata nel patto. Domani il giudice del tribunale delle imprese di Firenze si pronuncerà sul ricorso d’urgenza ex articolo 700 circa la possibile «violazione contrattuale e al conseguente pregiudizio per i diritti e i doveri derivanti dal contratto parasociale».

Per Filippeschi se la Camera di commercio dovesse vendere la sua quota agli argentini violerebbe il patto di sindacato rischiando di incorrere in una penale «del 10% del valore complessivo delle azioni sindacate dall'ente, calcolato sulla base del valore del titolo quotato in Borsa alla data del verificarsi dell'inadempienza». Aggiunge il presidente del patto di sindacato: «Sono gesti di sfida, ostili, fatti ad una società come Sat e ai suoi soci che non li meritano e dicono chiaro cosa si vuole che accada e cosa potrebbe accadere con la privatizzazione di Sat fatta tramite l'Opa. La Regione, per sua incomprensibile scelta, e i soci pubblici pisani per forza, non avrebbero più voce in capitolo, sarebbero posti ai margini».(p.b.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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