Sicurezza
Una firma per “curare” la Certosa
Iniziativa del Fai con l’edizione “Luoghi del cuore”. Obiettivo: raccogliere fondi da utilizzare nel recupero dell’ex monastero
CALCI. Una firma per la Certosa. La Vallegraziosa, e non solo, si mobilita per salvare il suo monumento più importante.
L’iniziativa rientra in una ampia prospettiva a livello nazionale. Il Fai, Fondo Ambiente Italiano, in collaborazione con Intesa Sanpaolo, promuove la VII edizione dei “Luoghi del cuore”. Si tratta di un censimento per individuare i piccoli e grandi tesori del nostro Paese da preservare dall’incuria.
Negli anni scorsi ha consentito di attivare 45 interventi di recupero in 15 regioni. La delegazione Fai di Pisa propone adesso come obiettivo la Certosa. Il Comune di Calci ha accolto con entusiasmo questa proposta.
«È l’ultimo atto della giunta comunale che lascia nel passaggio delle consegne dal sindaco Bruno Possenti al neo eletto Massimiliano Ghimenti» commentano in municipio.
La Certosa diventa per l’occasione ancora una volta centrale mentre si apre la possibilità di ottenere risorse preziose per la salvaguardia del complesso. È opportuno raccogliere tante adesioni. L’intera comunità si è immediatamente attivata. Le modalità di partecipazione sono semplicissime.
Basta votare Certosa di Calci sul sito www.iluoghidelcuore.it , attraverso la app “I luoghi del Cuore”, disponibile per Android e Ios o compilando la cartolina presente in Comune ma anche direttamente in Certosa, nei punti Fai della delegazione di Pisa e nelle filiali Intesa Sanpaolo segnalando Certosa di Calci.
La Certosa è purtroppo la grande malata al cui capezzale continuano a sfilare personalità del mondo istituzionale e politico.
Lo scorso ottobre è arrivato l’ex ministro Maria Chiara Carrozza e lo scorso mese è venuto il sottosegretario Ilaria Borletti Buitoni. Belle parole, promesse e impegni con la realtà di fatto di una situazione difficile. Intanto la sofferenza del complesso monumentale, pieno di criticità.
Rischia di essere compromesso nella interezza o in parte la Certosa ricchissime di bellezze, di storia e cultura. Oltre 50mila visitatori l’anno, continua ad essere il maggior polo di attrazione in provincia di Pisa, dopo la Torre pendente. Le grida di dolore continuano ad alzarsi a tutti i livelli. Ora non è molto che è crollata una porzione di tetto del chiostro della foresteria.
Ultimo di una serie di malanni che hanno le coperture con i tetti malridotti, le grondaie otturate dalle erbe infestanti, l’acqua e l’umidità che minacciano costantemente l’intero blocco della chiesa.
Le sedici celle dei monaci, partiti all’inizio degli anni Settanta, sono inagibili, tranne una che si offre alle visite dei turisti. Infissi malconci, i muri affrescati pieni di rigagnoli e bolle.
Il grosso problema è la manutenzione sia quella straordinaria che ordinaria. Dal ministero non arrivano fondi. I lavori di restauro nella corte d’onore risalgono al 2004 con la pulitura degli intonaci e dei marmi del prospetto del monastero e della facciata della chiesa. Grazie al finanziamento della Fondazione Pisa. Lo scorso febbraio è intervenuta in qualche modo l’Università.
La direttrice Severina Russo commenta e rilancia il disagio: «Sappiamo che non siamo i soli in Italia, ma che il ministero non riesca a essere presente con una certa regolarità crea grosso imbarazzo. Neppure la legge 112 del 2013 risolve la situazione perché riguarda le eccellenze come gli Uffizi e non destina risorse per la tutela costante del territorio».
Secondo una stima di massima occorrerebbero 5milioni e mezzo di euro per le coperture e per il consolidamento dei locali. Ma questa è solo una valutazione parziale.
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