Sicurezza
Migliaia in piazza per legalizzare le droghe
Corteo degli antiproibizionisti da tutta Italia, otto camion per le strade della città fino al carcere Don Bosco
PISA. «Niente su di noi - senza di noi. No al proibizionismo, sì ad un'autonoma consapevolezza», così recitava lo striscione all'inizio del corteo di Canapisa.
Alla manifestazione nazionale antiproibizionista, giunta alla quattordicesima edizione, hanno partecipato diecimila persone secondo gli organizzatori provenienti da tutta Italia (seimila per la questura). Giovani e giovanissimi, ma anche genitori con i bambini ieri pomeriggio hanno sfilato per le vie di Pisa, partendo da piazza Sant'Antonio.
«Vogliamo scardinare il proibizionismo dal basso - urla un organizzatore dal primo camion del corteo - Dedichiamo questa edizione ai nostri amici finiti in carcere per pochi grammi di hashish».
Un altro organizzatore viene da Bologna: «Sono impegnato in attività di sensibilizzazione sull'uso di sostanze stupefacenti. Chiediamo che vengano liberalizzate le droghe leggere e che le altre siano regolamentate in maniera seria come in altri Paesi europei. Adesso le droghe sono nelle mani delle narcomafie».
Il corteo procede lentamente lungo via Bonaini. Ai lati della strada polizia e carabinieri tengono d'occhio la situazione. Sono otto i camion degli organizzatori.
«Ormai sono un veterano di Canapisa - afferma un 35enne - oggi ogni camion propone una musica diversa per attirare più persone possibile e poterle informare. In materia di droghe, il pericolo numero uno è l'ignoranza».
Manuel è di Carrara ed è arrivato con gli amici. Racconta di aver iniziato a fumare per superare dei problemi familiari. Un suo giovane coetaneo ammette di aver fatto uso di cocaina e altre droghe pesanti: «Non mi interessa dei pericoli che corro, l'importante è provare».
Una signora ha portato con sé i figli e ammette di aver fatto uso di sostanze stupefacenti da giovane: «Bisogna informare i giovani dei rischi che corrono e lasciar loro la libertà di scelta. C'è troppa intolleranza oggi, le famiglie sono assenti. I giovani non hanno punti di aggregazione dove confrontarsi e si rifugiano nella droga, inconsapevoli delle conseguenze».
Un altro slogan di Canapisa riguarda la psichiatria. «Si dimentica che la canapa ha anche usi curativi - dichiara uno dei promotori della manifestazione - siamo contro l'uso di psicofarmaci, generano più dipendenza delle droghe».
Migliaia di manifestanti proseguono verso piazza Guerrazzi, ballando a ritmo della musica "sparata" dai camion. L'aria è di festa. Numerosi i giovani che fumano e bevono cocktail improvvisati. Il corteo prosegue verso Lungarno Fibonacci, ponte della Fortezza, lungarno Buozzi, via del Borghetto, fino a via Canavari davanti al carcere Don Bosco.
Una decina gli interventi degli operatori sanitari del 118 per malori dovuti all'assunzione di alcool e altre sostanze.
Diversi i volontari che hanno raccolto i rifiuti e pulito il manto stradale.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
