La manifestazione
Quei passaggi di denaro ancora da chiarire
I due ex presidenti del Pisa agli arresti domiciliari dopo l’inchiesta della procura distrettuale antimafia
PISA. Fra i sei indagati per cui la Procura di Napoli ha chiesto gli arresti domiciliari, non c’è soltanto Leonardo Covarelli, presidente del Pisa dal 2005 al 2008, ma anche Luca Pomponi, altro ex presidente della società di calcio nerazzurra dal 2008 al 2009. Fu proprio Pomponi ad acquistare il Pisa da Covarelli.
Nell’atto firmato dal giudice per le indagini preliminari, Amelia Primavera, Covarelli è accusato di riciclaggio, mentre Pomponi di impiego di denaro, beni o utilità di provenienza illecita.
Al centro dell’inchiesta della procura distrettuale antimafia di Napoli ci sono le procedure per la compravendita, non avvenuta, della clinica Ruesch. Ma i due ex presidenti del Pisa col caso Ruesch sarebbero estranei, mentre sarebbero coinvolti nell’indagine per altre operazioni immobiliari.
La Procura accusa Covarelli, come si legge nell’atto del Tribunale di Napoli, di avere ricevuto «accreditandole sul proprio conto corrente acceso a San Marino, somme di denaro per un importo complessivo pari a euro 1.000.413, provenienti da un conto corrente austriaco acceso a nome di Lucio Lo Sole alimentato con somme derivanti da illecite e fraudolente distrazioni della fallita società San Pio Sas». Per Pomponi, si legge nell’ordinanza del gip che «utilizzava somme di denaro rimpatriate dall’Austria da Lucio Lo Sole per un importo complessivo di euro 1.280.000, provenienti da illecite e fraudolente distrazioni della fallita società San Pio Sas impiegandole in attività economiche per il tramite della Iniziativa 2003 srl, società che riceveva in accredito sui propri conti corrente le citate somme di illecita provenienza».
Sarà compito, adesso, dei legali di Covarelli e Pomponi cercare di smontare la tesi accusatoria della procura distrettuale antimafia di Napoli.
Intanto, sul caso è intervenuto il sindaco Marco Filippeschi: «Le società di calcio sono terreno di conquista per la malavita, per riciclare denaro e fare affari sporchi, anche attraverso le scommesse clandestine: al riguardo la città si è lasciata alle spalle un brutto momento e oggi si vede meglio quanto potesse essere brutto e quali inganni potesse celare». Quindi il sindaco aggiunge: «La magistratura vada fino in fondo. Però non si può fare come fanno gli struzzi, quando nascondono la testa sotto la sabbia, per non vedere: quello che via via emerge, infatti, pare la punta di un iceberg. La Figc, quindi, deve darsi regole sempre più rigorose per evitare che l'inquinamento dilaghi, per imporre sobrietà e per affermare i valori dello sport».
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