Finanza
«È mancata la comunicazione»
Il sindaco sul caso del parco giochi smantellato a Metato
SAN GIULIANO. «Qualcosa non ha funzionato negli aspetti della comunicazione. Di questo mi scuso a titolo personale e dell'amministrazione in primis con i bambini, con i loro genitori, con tutto il corpo insegnante e con i cittadini di Metato». Sono queste le parole che il sindaco Paolo Panattoni, rientrato in sede dopo alcuni giorni di assenza, ha pronunciato in esito alla rimozione dei giochi nel parco pubblico attiguo la scuola elementare di Metato. « Sarà mia cura accertare presso gli uffici cosa non ha funzionato nella pianificazione di una serie di attività che aveva il preciso scopo di migliorare il contesto di riferimento».
I giochi, bersaglio di una serie di atti di vandalismi ed usurati dall'esposizione decennale alle intemperie, a seguito di varie segnalazioni da parte della cittadinanza erano stati verificati dai tecnici comunali che avevano consigliato la rimozione degli stessi per continuare a garantire l'incolumità di chi li utilizzava. Lo smontaggio e la sostituzione dovevano avvenire in contemporaneità individuando l'installazione di altri giochi realizzati con gli stessi materiali di quelli originari.
«Doveva essere un'azione che, ottemperando le indicazioni tecniche e pianificata nel tempo, doveva coinvolgere la scuola in un percorso coerente con gli indirizzi che avevano caratterizzato la creazione del piccolo parco nel 2003 - prosegue il sindaco -. L'obiettivo era quello di rinnovare i giochi presenti, verificare la necessità di aggiornare gli strumenti con cui riaffermare i temi a suo tempo rappresentati negli spazi a disposizione, valutare la riorganizzazione del parco e arrivare alla definizione dell'intitolazione del parco a Mattia. Questo è ancora l'intento dell'amministrazione - conclude Panattoni - e i tecnici dovranno applicare queste indicazioni e quelle che scaturiranno dal percorso di collaborazione che era previsto e sarà richiesto a chi quotidianamente vive quegli spazi».
Sul caso interviene anche Luca Barbuti, candidato sindaco per “L’altra San Giuliano” il quale sostiene che «l'ufficio comunale responsabile dello smantellamento del parco parla di un atto necessario, ma ci chiediamo come sia possibile che un'amministrazione, il Comune, che è la casa di tutti i cittadini, non si sia preso la briga di organizzare un'assemblea, un incontro, una qualsiasi forma di contatto con gli abitanti del luogo, con il personale della scuola, con le persone che quel parco l'hanno fortemente voluto e vissuto».
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