Italia
«Perdo clienti per una bugia su Facebook»
PISA. «Ogni giorno mi chiama qualcuno e mi chiede: “Vero che siete chiusi?”. Dal 19 febbraio la mia clientela si è dimezzata. E tutto per un post anonimo su Facebook in cui si diceva che i Nas hanno...
PISA. «Ogni giorno mi chiama qualcuno e mi chiede: “Vero che siete chiusi?”. Dal 19 febbraio la mia clientela si è dimezzata. E tutto per un post anonimo su Facebook in cui si diceva che i Nas hanno messo i sigilli al Wok, dopo aver trovato i topi in cucina. Venite nel mio ristorante e scoprirete che è il più pulito di Pisa!»
Jin Dong Dong (per gli amici Alessia), del ristorante Wok World a un passo da piazza dei Miracoli, si sfoga per quel “colpo basso” sul quale dice di non aver sospetti. Ma tiene a precisare: «La Usl viene in continuazione nel nostro locale e ha sempre trovato tutto regolare. Laviamo il pavimento due volte al giorno, invece di una obbligatoria; e conserviamo i tamponi dei prelievi fatti sui coltelli, penso che siamo gli unici in città». Resta la ferita per un post non denunciabile: «In cinese “wok” indica una padella dalla particolare forma conica, quindi è un nome comune che possono usare molti ristoranti». Eppure il post sul social network a Pisa è stato visto da molti. «Il crollo dell’affluenza non è per la crisi – continua Alessia – poiché gli altri esercizi con nome diverso non ne hanno risentito». Uno dei clienti ascolta la conversazione; e Alessia prova a scherzare: «Al massimo qui ci si può sentire male se mangi troppo, dato che il prezzo è fisso e non dipende da quanto mangi». Il cliente: «Ho visto gente divorare 60 scampi. Ma poi sono tornati…» (g.c.)
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