Il Tirreno

Pisa

Famiglia rischia di morire per i gas killer della caldaia

Ricoverata coppia con una bimba e la nonna. Malori pure per quattro soccorritori Il monossido era in casa da giorni: un nido di uccelli ostruiva la canna fumaria

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SAN GIULIANO TERME. Una famiglia è finita all’ospedale per un’intossicazione da monossido di carbonio provocata dall’ostruzione di un nido di uccelli della canna fumaria della caldaia in mansarda.

È successo nel tardo pomeriggio quando una giovane coppia con una bimba piccola e la nonna materna, sono stati soccorsi nell’abitazione in via Campolungo a Gello. All’ospedale sono finiti anche i quattro soccorritori entrati nelle stanze e costretti a respirare l’aria avvelenata.

Gli intossicati in modo più serio sono stati trattati per lunghe ore nella camera iperbarica dell’ospedale di Cisanello e sono stati dimessi in giornata. La bimba di 5 anni e mezzo resterà in pediatria, a scopo precauzionale, per un altro paio di giorni. Stamani faranno altri trattamenti a base di ossigeno, ma la situazione per tutti i componenti la famiglia Costa è quella dello scampato pericolo.

Se la stessa emergenza si fosse verificata di notte l’otturazione della canna fumaria avrebbe potuto provocare una strage. È stato il padrone di casa ad accorgersi dei malori improvvisi che stavano mettendo ko i familiari. Nausea, mal di testa, ma soprattutto svenimenti. Da qualche giorno in famiglia non stavano bene. Ma avevano attribuito i malesseri a un malanno di stagione, un’influenza passeggera. Non era il virus influenzale a minare la salute dei quattro. Il killer silenzioso del monossido di carbonio avevano iniziato ad annidarsi nei polmoni e nel giro di qualche ora, quando la famiglia fosse andata a dormire, avrebbe potuto avere un effetto letale.

Quando la situazione si è fatta più grave è stato chiamato il 118 che ha inviato sul posto un’ambulanza della Pubblica Assistenza di San Giuliano, il cui equipaggio ha prestato i primi soccorsi ai quattro rimanendo a sua volta intossicato.

«È stata una vera fortuna - racconta la caposquadra Barbara Capitani, la prima entrare nella casa - che l'uomo sia riuscito a chiedere aiuto, altrimenti le conseguenze sarebbe state drammatiche. Quando siamo entrati nell'abitazione abbiamo, infatti, trovato la moglie dell'uomo distesa sul letto priva di conoscenza e anche la bambina e la nonna stavano molto male. L'ambiente era completamente saturo di gas». Anche i quattro volontari (compresa la Capitani c’erano Mario Bellina, autista, Patrizia Amaro Nessi, Elena Fasano) sono dovuti ricorrere alle cure del pronto soccorso con una terapia a base di ossigeno.

Pietro Barghigiani

Roberta Galli

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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