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Pisa

A scuola il giardino è inagibile da mesi Proteste ad Asciano

di Pierluigi Ara

ASCIANO. Chiusi a scuola senza poter usufruire del giardino adiacente. È polemica nel borgo collinare e al centro c’è la scuola primaria “Rosati”. Ieri si è rivisto il sole. Calendario alla mano, ad...

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ASCIANO. Chiusi a scuola senza poter usufruire del giardino adiacente. È polemica nel borgo collinare e al centro c’è la scuola primaria “Rosati”.

Ieri si è rivisto il sole. Calendario alla mano, ad aprile lì dietro l’angolo, dovrebbe sbocciare finalmente la primavera.

Ma ecco il disagio, accompagnato dalla critica, che prende più forza sulla spinta dei genitori degli alunni.

Al fianco delle famiglie si schiera Giusto Nicosia, candidato sindaco della coalizione che comprende la lista civica Cittadini e Territorio, Forza Italia, Udc e Lega.

Il 29 settembre, dopo la caduta di una maestra nell’area prospiciente la scuola, la responsabile della sicurezza ha chiesto l’intervento del Comune di San Giuliano per verificare che non ci fossero situazioni di pericolo anche per i bimbi. I tecnici hanno dichiarato inagibile il giardino che quindi è stato chiuso.

L’istituto accoglie 225 alunni. I genitori, tramite i loro rappresentanti, hanno chiesto un incontro con l’assessore alla pubblica istruzione Fabiano Martinelli. Era stata inserita nel bilancio una spesa di 15mila euro per fare i lavori necessari. Dal palazzo municipale era stato chiesto tempo fino a metà febbraio, ma finora la questione non si è sbloccata.

Il 4 marzo si è svolto un nuovo incontro con l’assessore Martinelli, presenti anche l’ingegner Garzella ed Elena Fantoni, dell’ufficio ambiente. Si è parlato del taglio dei dodici pini del giardino, anche se la soluzione non ha trovato il consenso di tutti.

Approvato invece un progetto per un’opera di manutenzione con nuova terra per una parte dell’area e la stesura di mattonelle antitraumi per la parte pedonale, oltre alla pulizia delle canaline dello scarico dell’acqua piovana.

In attesa che le opere vengano realizzate, i bimbi sono ancora costretti a rimanere chiusi in classe per otto ore giornaliere perché la scuola prevede il tempo pieno.

Sbotta Nicosia: «È una vergogna che per un problema banale e di veloce soluzione la burocrazia ignori i bisogni primari dei bambini che sono gli unici ad essere veramente penalizzati».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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