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Pisa

Da 833 a oltre 16mila euro ecco tutti i canoni balneari

Da 833 a oltre 16mila euro ecco tutti i canoni balneari

L’incasso per il Comune sfiora i 300mila euro all’anno per 51 stabilimenti Definite le indennità di occupazione con un lieve ritocco pari all’uno per cento

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PISA. Sfiora i 300mila euro l’incasso annuale di Palazzo Gambacorti per l’affitto dei terreni su cui sorgono gli stabilimenti balneari di Tirrenia e Marina di Pisa.

Rispetto al 2013 c’è stato un lieve ritocco nell’ordine dell’1,3 per cento.

Soldi che il Comune pretende per il 2014 da 51 stabilimenti balneari sotto forma di indennità di occupazione dei terreni. Per 49 bagni, pari a 282.924,67 euro, si tratta di società o persone fisiche che hanno un titolo di occupazione.

Mentre per due stabilimenti - Bagno Europa di Picchiotti Gianna & C. per 6.989,86 euro e Soc. Bagno Rosa Sas di Fava & Tomei per 4.766,45 - si arriva a corrispondenti a 11.756,31 euro che il Comune mette a bilancio con la dicitura "indennità per occupazione senza titolo". Un conto totale di oltre 294mila euro.

L'entrata media della "location on the beach" sul Litorale si aggira intorno ai 5.500 euro all'anno. Lo stabilimento che paga di più si conferma il bagno "La Pace" con 16.155 euro. All'ultimo posto troviamo il bagno "Aeronautica Militare" con 833,19 euro. Entro questa forbice ci sono decine di realtà imprenditoriali di piccola e media grandezza.

Tra i bagni sopra i 10mila euro sono schierati, alle spalle de "La Pace", il Maddalena con 14.519 euro, il Venere con 12.202 euro, il Lido con 11.865 euro, il Vittoria con 11.748 euro. Al Florida viene chiesto un importo di 10.948 euro. Il grosso delle attività è compreso nella fascia centrale tra i 5mila e i 10mila euro. Intorno ai mille euro di affitto da versare al Comune ci sono il Fortuna con 1002 euro e un altro bagno Vittoria che arriva a 938,60 euro.

L’indennità di occupazione per l’utilizzo del suolo balneare fa scattare il conto alla rovescia in vista della stagione estiva. A breve, nonostante le temperature non proprio primaverili, in diversi stabilimenti le opere di manutenzione partiranno per sistemare i bagni.

Anche se non ci sarà una vera e propria schiera di ombrelloni, un assaggio estivo sarà possibile con il ponte del 25 aprile. In attesa di occupare le spiagge da giugno a settembre.

Quegli arenili sulla cui proprietà le battaglie dei concessionari non sono ancora finite. Lo spettro delle aste non è scongiurato. Di recente e per la prima volta, l'Unione Europea ammette le difficoltà di applicazione della direttiva Bolkestein per quanto riguarda le spiagge italiane. Aprendo a una revisione delle norme per l'assegnazione delle concessioni demaniali marittime. Anche se non è chiaro, al momento, se si ritiene di dover dire addio alle gare pubbliche per la gestione, venendo incontro alle richieste dei balneari. Oppure se si punta a una via più soft, ma confermando le cosiddette aste delle spiagge.

Pietro Barghigiani

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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