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Pisa

In consiglio comunale l’accorpamento a Palazzo di Giustizia

La situazione di forte degrado della cappella del cimitero di San Piero a Grado (vi sono ristagni di acqua piovana sul pavimento e tracce di dilavamento sulle pareti) e quella del magazzino comunale...

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La situazione di forte degrado della cappella del cimitero di San Piero a Grado (vi sono ristagni di acqua piovana sul pavimento e tracce di dilavamento sulle pareti) e quella del magazzino comunale di via San Jacopo, quello dove si trova, tra l’altro, il carrello del Gioco del Ponte (c’è una discarica di materiali plastici, il cancello di accesso è rotto e piove dal tetto), entrambe questioni sollevate dalla prima commissione di controllo del consiglio comunale apriranno la seduta di oggi (dalle 15, Sala Regia). Il consiglio sarà preceduto da un breve ricordo di Nello Di Paco (ex consigliere comunale) da parte del presidente del consiglio comunale Ranieri Del Torto. Poi il consiglio discuterà - dopo il rinvio deciso nella seduta del 20 marzo - della vicenda, per iniziativa del consigliere Gino Logli (Fi-Pdl), dell’accorpamento del Tribunale di Pontedera nella sede di quello di Pisa e lo spostamento dei nuclei di Polizia Giudiziaria. «Il Comune di Pisa, che è titolare delle spese d’insediamento degli uffici giudiziari - sottolinea Logli - nonostante due anni di tempo, si è fatto trovare assolutamente impreparato. Sono state rinviate udienze, attività legali sono state perfino svolte sulle scale». Inoltre il consiglio - su richiesta di Auletta - si confronterà sulla vicenda del Pronto soccorso dell’ospedale di Cisanello dove, come si ricorderà, dopo alcune risse tra senzatetto, era stato allestito in via provvisoria un prefabbricato per ospitarli e decisa una maggiore sorveglianza. «L’Aoup - scrive Auletta - ha comunicato che dal 18 marzo è stata anticipata alle 19 la chiusura di tutte le porte di accesso al Pronto soccorso di Cisanello, mentre rimane aperta la prima entrata alla sala d’attesa. Tutto questo per ragioni di sicurezza. Questi provvedimenti non vanno in realtà a risolvere questa vicenda. E’ una questione sociale e non di ordine pubblico».

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