Il Tirreno

Pisa

Concordato chiesto anche da Antonini

di Pietro Barghigiani
Concordato chiesto anche da Antonini

Fondiaria Paradisa si affida al Tribunale per evitare il fallimento. Pesa il patrimonio invenduto in un mercato in affanno

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PISA. Non è in solitudine la ditta Rota nell’affrontare i marosi della crisi economica. Un altro nome storico ha varcato la soglia del Tribunale per chiedere il concordato preventivo. È la Fondiaria Paradisa della famiglia Antonini.

Un pezzo di storia dell’edilizia residenziale e di recupero di qualità in provincia di Pisa, fondata nel 1969 da Gianluca Antonini, che cerca di evitare il fallimento affidandosi alle tutele della magistratura.

Case invendute. Per la Fondiaria Paradisa non c’entrano i ritardi nell’incassare i pagamenti da parte della pubblica amministrazione.

Il suo core business è la costruzione e il recupero di immobili con destinazioni residenziali, commerciali o artigianali. Con un mercato immobiliare in affanno, ormai da diversi anni, l’invenduto è diventato una zavorra che ha affossato i conti della società portandola in rosso per diversi milioni di euro. E prima di arrivare al punto di non ritorno, la famiglia Antonini ha imboccato la strada del concordato preventivo. Gli asset non mancano. Il patrimonio immobiliare è consistente. Ma senza acquirenti in giro le superfici sono destinate a restare disabitate.

Concordato preventivo. Una soluzione che, se portata a conclusione dal commissario giudiziale con la supervisione del giudice delegato dal Tribunale, consente all’azienda di proseguire la sua attività, all’imprenditore di non venire spossessato dei beni evitando le azioni legali dei creditori che hanno più possibilità di recuperare soldi rispetto a una procedura fallimentare.

Le opere. Tra le testimonianze dell’impegno di Antonini sul territorio si ricordano gli appartamenti realizzati in quello che fu il Leon Bianco, ex hotel in piazza del Pozzetto a ridosso di piazza Garibaldi.

«Un altro edificio importante per la città di Pisa che è stato recuperato dalla nostra impresa in via San Martino è il Palazzo Dal Borgo – illustra sul suo sito la Fondiaria Paradisa –. Inoltre, è stato restituito alla città (frazionato in appartamenti, ndr) il palazzo in piazza San Frediano che è stata la sede storica della Misericordia pisana». Non solo. Antonini ha costruito anche il padiglione nuovo al cimitero gestito dalla Misericordia, la nuova sede al Cep dell’arciconfraternita. Cantiere fermo da tempo nell’area tra Lungarno Guadalongo e piazzetta Don Minzoni. Mentre nel quartiere San Marco il recupero edilizio è stato completo. È quello che è arrivato dopo a non aver trovato un compratore. E senza una ripresa del mattone le banche hanno cominciato a farsi sentire. Il concordato è l’ultima carta da giocare.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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