Il Tirreno

Pisa

Un ricorso al Tar rischia di bloccare la Stella Maris

di Francesco Loi

Una società romana si è opposta alla variante per il parco urbano di Cisanello L’istituto: «Abbiamo bisogno di costruire il nuovo ospedale». Appello al Comune

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PISA. Percorso a ostacoli per il Parco urbano di Cisanello. Nella primavera di un anno fa era stata approvata dal consiglio comunale la variante che, in pratica, ha deciso che in quell’area non si può costruire niente. Tutta zona verde al posto degli attuali campi incolti. Un’unica eccezione: il nuovo ospedale della Stella Maris, istituto scientifico per la neuropsichiatria dell’infanzia e dell’adolescenza. E proprio la direzione della Fondazione, che ha sede a Calambrone, ora teme che il suo progetto si insabbi. All’inizio dell’anno, infatti, la Grandi Lavori Fincosit Spa ha fatto ricorso al Tar nei confronti della variante. La società romana possiede uno spicchio del parco, una striscia di terreno tra la sede della Pubblica Assistenza e la rotonda che porta all’Isola Verde: la variante ha bloccato ogni possibilità di cementificare, mentre la Fincosit era già in parola con Eurospin Tirrenica Spa per costruirvi un piccolo supermercato. Tra l’altro, la società romana possiede un altro terreno nelle vicinanze, in via Frascani, che avrebbe ceduto in cambio al Comune (con l’impiantistica sportiva come destinazione d’uso).

Le preoccupazioni. La “svolta verde” dell’amministrazione comunale ha cambiato tutto. La Stella Maris, che nel frattempo ha trovato l’accordo con la Provincia per l’acquisto della parte di terreni di suo interesse (per una valutazione di 3,7 milioni di euro), ha impostato una programmazione che prevede l’avvio dei lavori quest’anno e la conclusione tra tre. Ora questo «problema burocratico rischia di far perdere altri anni prima della costruzione del nuovo ospedale», si legge in una nota della Fondazione. «Non ce lo possiamo permettere - spiega il direttore Roberto Cutajar - perché abbiamo l’assoluta necessità di ospitare i nostri piccoli pazienti in una struttura moderna, confortevole, dotata delle più avanzate tecnologie e soprattutto in grado di accogliere le situazioni più gravi, che necessitano della vicinanza di servizi di emergenza», ovvero quelli dell’ospedale di Cisanello che si trova a pochissime centinaia di metri.

Progetto e necessità. L’edificio della Stella Maris dovrà sorgere negli spazi compresi tra via Cisanello e via Bargagna. L’opera, del valore complessivo di 20 milioni di euro, sarà costruita all’interno di un terreno dall’estensione complessiva di 27.840 mq (con una superficie edificabile massima di 11.741). Attualmente la struttura di Calambrone ricovera ogni anno oltre 2.400 bambini, fornisce più di 20.000 prestazioni ambulatoriali, di cui 6.800 di neuropsichiatria infantile. «Il ricorso della società privata - prosegue Cutajar - rischia di far slittare ben oltre il 2020 la costruzione. Un aggravio di tempo che ci mette in grandi difficoltà. La maggiore criticità deriva dal numero e dalla gravità crescenti dei bambini che quotidianamente affluiscono nel nostro ospedale di Calambrone, una struttura bella ma ormai vecchia di oltre 50 anni, lontana dagli altri presidi ospedalieri e quindi non più adeguata alle moderne necessità di un ospedale di ricerca».

Possibili soluzioni. Per evitare l’ulteriore dilatazione dei tempi il direttore generale della Fondazione avanza due proposte: «La prima è rivolta al Comune ed è la possibilità di scorporare dalla delibera della variante urbanistica oggetto di contenzioso il nuovo ospedale della Stella Maris. La seconda coinvolge la Regione e consiste nel verificare la possibilità di utilizzare lo strumento dell’accordo di programma che consentirebbe di arrivare velocemente alla fase esecutiva in ragione della qualifica di opera di interesse pubblico: ciò permetterebbe di superare molti ostacoli di natura amministrativa e di costruire il nuovo ospedale nei tempi previsti». La posizione del Comune attraverso l’assessore all’urbanistica Ylenia Zambito: «Da parte nostra l’impegno è totale perché la Stella Maris possa cominciare quanto prima i lavori. Ogni soluzione è in fase di valutazione, a cominciare dalla qualifica di opera di interesse pubblico».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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