Il Tirreno

Pisa

Un presidio fisso delle forze dell’ordine

di Daniele Benvenuti
Un presidio fisso delle forze dell’ordine

E’ la richiesta che arriva da residenti e commercianti della piazza. «E poi un freno e regole ferree per le nuove attività»

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PISA. Un presidio fisso delle forze dell’ordine in piazza delle Vettovaglie e regole urbanistiche che mettano un freno alle nuove attività. Queste le richieste urgenti che lanciano commercianti e residenti di piazza delle Vettovaglie per arginare una situazione che negli ultimi tempi, dicono, è tornata fuori controllo. L’antica piazza del mercato e la vicina piazza dei Cavalieri sono di nuovo prepotentemente alla ribalta per episodi di vandalismo notturno e per il ritorno di venditori abusivi di alcolici. Il risultato è che la mattina, soprattutto dopo il fine settimana, l’intera area è una discarica a cielo aperto tra bottiglie di vetro e scatoloni ad ogni angolo. Sono soprattutto i residenti e quelle poche attività commerciali ancora presenti e non legate alla movida a denunciare come, per assurdo, il degrado maggiore si possa riscontrare nelle ore pomeridiane quando la piazza è praticamente abbandonata. Da qui la necessità del presidio delle forze dell’ordine anche di giorno.

Sforzi vani. «Era l’ottobre 2012 quando commercianti e residenti organizzarono una festa in piazza delle Vettovaglie - racconta Leonardo Sbrana, coordinatore del comitato della piazza ed esponente della lista civica “Noi adesso Pisa” -. Tanta gente, il prefetto, il questore. Sembrava che qualcosa potesse cambiare. Poi lentamente ma inesorabilmente l’abbandono, con il risultato di queste settimane: scatoloni ai lati della piazza, gente poco raccomandabile anche di giorno, cani liberi di girare. E soprattutto assenza di vigilanza». Il prefetto nei giorni scorsi, riunendo il comitato per l’ordine pubblico, aveva invitato anche gli operatori commerciali a rimboccarsi le maniche, magari sistemando e pulendo l’area antistante le attività. La risposta di Sbrana: «Possiamo farlo una volta, due. Ma poi? Il degrado è quotidiano. Dobbiamo pensare noi a ripulire la fontanella imbrattata non so più da quanto? Dobbiamo pensare noi a rimuovere le affissioni abusive che invadono la piazza? Dobbiamo gettare via noi i cartoni ed i sacchi dei rifiuti abbandonati? Appare evidente la necessità di un presidio fisso. Di giorno, ad esempio, avrebbe il compito anche di controllare le attività commerciali e le eventuali irregolarità. Dando una percezione di legalità che ormai manca». Sbrana non si arrende: «I commercianti tradizionali in piazza si contano sulle dita di una mano. Anche io sto seriamente pensando di trasferirmi (è titolare di un’agenzia immobiliare). Ma dobbiamo comunque impegnarci per ridare alla città questa zona, cuore del centro storico. Come lista civica organizzeremo una raccolta di firme ed iniziative per tenere sempre accesi i riflettori sulla piazza».

Discariche a cielo aperto. I cartoni ammassati agli angoli della piazza sono una triste consuetudine. Il servizio di raccolta dei rifiuti fa quello che può, ma spesso non riesce a sopperire a tutte le emergenze. «Ma le telecamere funzionano o no?», ci dice un commerciante della piazza. «Se funzionano sarebbe molto semplice risalire a chi getta i rifiuti in strada. Il Comune si era già mosso in tal senso quando i residenti di San Giuliano portavano i loro sacchetti nei cassonetti di Pisa». «Sembra davvero che non ci siano regole - aggiunge Giulio Garzella, coordinatore di Confesercenti Pisa - e in questi casi il degrado chiama degrado. La piazza ha perduto una propria identità commerciale, con decine di attività che ormai vendono le stesse cose. Ma se questo ha ripercussioni sulla vita notturna, la cosiddetta movida, la desertificazione della piazza si vede di giorno. Solo alcuni banchi di frutta sembrano ancora resistere».

Un piano per le insegne. Un altro commerciante ci fa notare le insegne in piazza delle Vettovaglie: tutte diverse e soprattutto “provvisorie”. Addirittura alcune attaccate al muro con dei semplici chiodi. «Esiste un regolamento per l’arredo urbano – spiega ancora Leonardo Sbrana - che viene applicato in Corso Italia ad esempio. Applichiamolo anche in piazza delle Vettovaglie imponendo a tutti, e soprattutto a coloro che vogliono aprire una nuova attività, prescrizioni ferree su insegne e serrande. Questa sarebbe già una bella scrematura».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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