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Pisa

L’anonimo anticipa il vincitore

L’anonimo anticipa il vincitore

Lettera al giornale con l’identità di chi poi ha ottenuto il posto. Il dipartimento: forma e contenuto ok

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PISA. Circa un mese fa abbiamo ricevuto una lettera in cui si pronosticava il vincitore di un concorso universitario prima che il bando fosse scaduto. Ora che è ufficiale la vittoria di Raffaele Guarasci (come da pronostico), cerchiamo di ricostruire le presunte anomalie segnalate dalla fonte anonima. Intanto i fatti: il 10 febbraio il dipartimento di Informatica pubblica un bando per una borsa di ricerca di 6 mesi, importo totale di 5.400 euro e titolo “Studio e sperimentazione di tecniche linguistiche, ontologie e annotatori per testi brevi”.

Tra i requisiti c’è la laurea magistrale in Informatica umanistica da massimo 18 mesi. Si presenta come unico candidato Raffaele Guarasci, nato a Rogliano (Cosenza), laureato a Trento nel novembre 2013 con una tesi dal titolo “Modeling entity types in faceted lightweight ontologies” e figlio di Roberto, ordinario di Documentazione all’Università di Calabria. Il progetto di ricerca è finanziato nell’ambito del Prin Ars - Technomedia, di cui è coordinatore Paolo Ferragina, prorettore alla ricerca nell’Ateneo pisano. Raffaele vince. A questi fatti di evidenza pubblica, l’estensore della lettera ne aggiunge un altro: Roberto Guarasci e Paolo Ferragina hanno firmato più d’una pubblicazione scientifica insieme; la fonte anonima aggiunge: «Nell’ambiente è risaputo che i due abbiano un ottimo rapporto di amicizia, oltre che di collaborazione». Solo su quest’ultimo punto Franco Turini, direttore del dipartimento e firmatario del bando, precisa: «Mi rifiuto di commentare; non so e non voglio sapere di rapporti tra le famiglie».

Su tutte le altre cinque contestazioni mosse dall’autore della denuncia, che si firma “Studente disilluso”, Turini accetta di argomentare. Prima però premette: «Lo studente disilluso aveva tempo e modo di partecipare. Il fatto che non si sia candidato, squalifica quello che dice. Se fosse stato bocciato ingiustamente, avrebbe avuto tutte le ragioni per protestare». Ma qui, ribadisce Turini, «c’era un unico candidato con 110 e lode sia alla laurea triennale che a quella magistrale». Vediamo una a una le contestazioni e le risposte. “Disilluso” parla di concorso «cucito su misura: quante persone hanno discusso tesi su “testi brevi” e “ontologie” negli ultimi 18 mesi?». Turini: «L’unica intersezione tra il titolo della tesi e quello della borsa è “ontologie”. Dimostra scarsa conoscenza». Disilluso segnala «tempi affrettati»; il direttore: «Quindici giorni sono standard». Ancora, la fonte elenca un solo sito su cui è stato pubblicato il concorso, mentre «solitamente a bandire questo tipo di borse di studio è il Cnr oppure il dipartimento di Filologia, sui cui siti non c’è traccia». Turini: «Non esiste! Il bando è nostro e lo pubblichiamo solo noi». Quarto appunto: il ruolo di Ferragina. Il direttore: «Mi ha chiesto una borsa; è giusto che se ci sono i fondi, sia bandita». Infine, come mai sul decreto del vincitore il cognome sia stato sbagliato in “Gualasci” e il bando sia scomparso, mentre altrove rimangono fino a tre anni. Turini: «Mi spiace per l’errore. Comunque noi aggiorniamo sempre il nostro sito». (.c.g)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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