Il Tirreno

Pisa

Edilizia in crisi, Rota chiede il concordato

di Monia Badalamenti
Edilizia in crisi, Rota chiede il concordato

La domanda presentata in Tribunale. L’impresa aveva iniziato un anno fa la cassa integrazione per i suoi 75 dipendenti

3 MINUTI DI LETTURA





PISA. Industria pisana in apprensione per un’azienda storica, un patrimonio cittadino. Si tratta dell’impresa edile Luigi Rota & Co. Sembra troppo, ma è così. «Lunedì - dice Massimo Rota, il figlio di Luigi, fondatore nel 1963 della ditta e scomparso nel 1997 - ho presentato la proposta di concordato al Tribunale di Pisa». Il concordato preventivo è un istituto giuridico che permette, una volta accettato il piano di soddisfacimento dei creditori, di evitare il procedimento fallimentare e le sue conseguenze.

Così lascia il mercato una delle prime imprese pisane nel settore dell’edilizia civile, industriale, commerciale e di restauro di edifici sottoposti a tutela dei Beni culturali. Tempi duri per le aziende, l’occupazione. È la crisi, si sa. Ma una ditta come quella di Rota si credeva immune da un certo tipo di problemi.

«Sono pezzi di storia umana, di impresa professionale, di uomini e donne - dice Massimo Rota - che hanno lavorato in un settore come il nostro per decine di anni e che vanno via». L’azienda già nel 2013 aveva avviato la cassa integrazione a scaglioni per i suoi 75 dipendenti, di cui circa 50 operai e il restante amministrativo.

«Oggi - continua Rota- i motivi della difficoltà di molte aziende come la nostra sono da rintracciare nel sistema di tutto l’apparato dell’edilizia, sono strutturali, a partire dal mercato immobiliare: le compravendite sono ferme ai livelli del 1985, dunque più che dimezzate rispetto al 2010».

Il mercato immobiliare con la perdita di valore delle costruzioni, la poca motivazione all’acquisto e la difficoltà ad ottenere credito non è il solo responsabile della crisi dell’edilizia, secondo Rota; ci sono altre falle nel sistema. Si tratta del crollo degli appalti, in volumi e numero. «Sono pochi e richiedono sforzi e sconti ingenti per l’approvvigionamento da parte delle ditte, che così - dice il costruttore - non riescono a far fronte ai costi di produzione».

Negli anni l’impresa di Luigi Rota ha operato in campo privato e pubblico, di nuove costruzioni e ristrutturazioni.

Ha eseguito interventi su diversi edifici storici del territorio pisano, tra questi c’è il restauro di Palazzo Giuli Rossellini Gualandi ovvero Palazzo Blu, eseguito per conto della Fondazione Cassa di Risparmio di Pisa, che vi ha trasferito la propria sede istituzionale prima del recupero dello stabile di via Toselli; particolare ovviamente la riproposizione del colore (blu) che il palazzo aveva nel Settecento. Altri lavori di spicco sono il recupero dell’ex Stazione Leopolda, della sede della Scuola Superiore Sant’Anna, del complesso settecentesco delle Terme di San Giuliano. All’attivo anche alcuni interventi sul patrimonio edilizio all’interno del parco di Migliarino-San Rossore-Massaciuccoli.

L'azienda era stata fondata nel 1963 da Luigi Rota, noto tra l’altro per essere stato il presidente del Pisa Sporting Club dal 1971 al 1978 fino all’avvento dell’era Anconetani.

Nel 1997 le redini dell’azienda passano ai figli. Il 27 luglio 2012 è stata istituita la nuova Costruzioni Luigi Rota & Co srl. Poi le difficoltà degli ultimi anni, fino la proposta di concordato al Tribunale di Pisa.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa