Il dolore
Duemila in Duomo per il Capodanno pisano
La città festeggia il 2015, il raggio di sole a mezzogiorno benedice la celebrazione dell’evento
PISA. E' arrivato come una benedizione il raggio di sole a mezzogiorno in punto sull'ovulo della mensola in pietra sopra il Pergamo di Giovanni Pisano, in cattedrale. Uno scampolo di sole in una mattinata di fitta foschia, accolto con un lungo applauso in un Duomo stracolmo di folla come non mai. Qualche minuto dopo mezzogiorno il sindaco Filippeschi ha pronunciato la formula che proietta Pisa nel nuovo anno, con 281 giorni di anticipo sul calendario ufficiale ("Alla maggiore gloria di Dio, invocando l'intercessione della Beata Vergine Maria e di San Ranieri nostro Patrono, salutiamo l'anno 2015"). Ormai il Capodanno Pisano, riscoperto 28 anni fa grazie all'intuizione e al lavoro di un nutrito gruppo di appassionati del Gioco del Ponte, è diventata uno delle pietre miliari delle manifestazioni cittadine, segnando l'inizio della kermesse che ci accompagnerà fino al momento clou del Giugno Pisano.
Oltre duemila le persone stipate in cattedrale. Particolarmente affollata la presenza degli alunni delle scuole: erano diverse centinaia quelli delle elementari e delle medie (c'era perfino un gruppo della materna Calandrini). Presente anche il Pisa Calcio guidato dal presidente Carlo Battini, con il nuovo allenatore Menichini e i giocatori.
Presenti anche i sindaci del Comuni vicini che hanno partecipato alla sfilata in piazza dei Miracoli insieme al lungo corteo di figuranti di cui facevano parte rappresentanti di giochi e cortei storici di Pisa e della provincia, con una folta delegazione anche dell'Accademia dei Disuniti e del circolo culturale Rustichello.
Un altro momento centrale della festa è stata la solenne preghiera che si svolge prima del fatidico scoccare del mezzogiorno pisano. A leggerla è stato l'Arcidiacono del Capitolo dei Canonici della Primaziale del Duomo, monsignor Egidio Crisman. L'invocazione tra l'altro dice: "Guarda o Dio, benigno la nostra Pisa a te sono noti i suoi peccati e le sue virtù, le sua ricchezze e le sue miserie, i suoi gesti di bontà e le sue debolezze, ma la tua provvidenza è più grande dei nostri stessi abbandoni. Veglia sulle case e sulle famiglie, sui quartieri e sulle comunità, sui seggi e sulle cattedre, sulle scuole, sugli ospedali, sulle officine, sui cantieri e sulle molteplici espressioni dell'operosità quotidiana".
La novità, rispetto agli anni passati è l'omaggio che si è voluto fare per il Capodanno ad Arrigo VII, ricordato da Francesco Capecchi, Consigliere Anziano del Gioco del Ponte.
Marco Barabotti
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