La manifestazione
Il Giugno pisano fa litigare
Protesta di lavoratori e sindacato: «Il Comune non paga e vuole esternalizzare»
PISA. Il Capodanno pisano accende la protesta dei lavoratori delle manifestazioni storiche. Il personale del Giugno pisano, che lavora all'allestimento delle celebrazioni storiche della città, accusa Palazzo Gambacorti di non rispettare gli accordi sulle retribuzioni e le normative sulla sicurezza e, in forma di protesta, parte degli operai ha deciso di astenersi dagli straordinari previsti per la preparazione del Capodanno pisano. Tre i motivi dei malumori dei dipendenti comunali: mancato pagamento dei compensi per le manifestazioni del 2013, la decurtazione di parte delle ore lavorate di domenica dalla retribuzione straordinaria e i mancati interventi in materia di sicurezza sul lavoro (nonostante una multa inflitta dall'Asl al sindaco, in qualità di datore di lavoro, dopo l'infortunio di un operaio avvenuto lo scorso giugno). «Gran parte del personale – spiegano i Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza (Rls) del Comune di Pisa - ha deciso di non lavorare in straordinario alle attività del Capodanno pisano, a seguito di una istanza collettiva (pagamenti, certezze sui futuri assetti, messa in sicurezza degli impianti) non accolta dall'amministrazione». Il team che lavora alle manifestazioni è composta da circa 20 operai. Per il Capodanno solo due hanno effettuato straordinari. «Per procedere alle operazioni di allestimento – accusano le Rls – sono stati impiegati dipendenti amministrativi senza i necessari requisiti per poter svolgere determinate mansioni, come la movimentazione dei carichi». Secondo i dipendenti, sul futuro delle manifestazioni incombe anche lo spettro delle esternalizzazioni. «Dopo 11 mesi il personale non è stato ancora pagato – scrivono i dipendenti del Giugno pisano in una lettera inviata al sindaco e ai capigruppo in consiglio comunale -. Apprendiamo inoltre che l'organizzazione delle manifestazioni storiche sarà esternalizzata. Facciamo un appello alla cittadinanza a farsi parte attiva perché un bene prezioso come le celebrazioni storiche rimanga un bene comune e accessibile a tutti, mentre al consiglio comunale chiediamo di attivarsi per fare chiarezza e tutelare la matrice pubblica organizzativa delle manifestazioni». Sulla vicenda, Giovanni Garzella, capogruppo Fi-Pdl, ha presentato un'interpellanza, mentre i Cobas chiedono l'intervento dell'Asl in quanto, secondo il sindacato di base, «nella preparazione delle manifestazioni ci sarebbero gravi irregolarità».
Danilo Renzullo
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