Sicurezza
Nella città di Galileo c’è “Balle di scienza”
La mostra che si inaugura oggi a Palazzo Blu racconta il cammino della ricerca tra errori, intuizioni e conferme
PISA. Le "Balle di scienza" a Palazzo Blu. Titolo emblematico per una mostra - il via oggi (resterà aperta fino al 29 giugno) - che coglie in pieno il senso della conoscenza, della ricerca e del lavoro degli scienziati: intuizioni, laboriose conferme, ma anche falsificazioni, clamorose smentite, errori di cui, comunque, non va sottovalutata l'utilità. Il sottotitolo "storie di errori prima e dopo Galileo" evoca il metodo del grande pisano di cui ricorre quest'anno il 450.mo della nascita, «che ci ha insegnato a guardare con più attenzione e intelligenza i fenomeni della natura ed è vero tutt'oggi nella nostra era di ipertecnologie e di comunicazione globale», come ha detto Franco Cervelli, uno dei curatori della mostra (l'altro è Vincenzo Napolano).
Ecco allora che la scienza prosegue anche per ripensamenti, errori e casualità, come quelle che portarono Fleming a scoprire la penicillina o Becquerel a scoprire la radioattività. Ma perché una mostra dedicata agli errori della scienza? La ragione va ricercata nel meccanismo con cui la stessa scienza si evolve: non lo fa collezionando successi su successi, ma progredendo per passi, spesso superando ostacoli e a volte cambiando completamente direzione. «Gli scienziati usano il metodo scientifico per capire e interpretare oggettivamente il mondo», ha detto Antonio Masiero, vicepresidente dell'Istituto nazionale di fisica nucleare.
Il percorso espositivo è ricco di exhibit e installazioni scenografie come il "Muro tolemaico", grande videoinstallazione artistica che racconta la scienza dell'osservazione del cielo dagli antichi al medioevo, Il "Dono della massa", un'installazione interattiva sul bosone di Higgs e il "Naso di mio padre", suggestiva illusione ottica che sfrutta il fenomeno dello specchio gravitazionale. A organizzare la mostra sono stati l'Istituto nazionale di fisica nucleare, la Scuola Normale e l'Università di Pisa. Ma le sorprese nei due piani dell'allestimento sono tante: anche divertenti e a loro modo entusiasmanti, in cui vi si possono ritrovare tutti, dai bambini (vi sono anche diverse occasioni di gioco) agli anziani.
A proposito: com'è ormai tradizione di Palazzo Blu - l'ha ripetuto il presidente della Fondazione, Cosimo Bracci Torsi - , una particolare attenzione della mostra è dedicata ai più giovani, per i quali la Ludoteca Scientifica curerà dimostrazioni e saranno organizzati i consueti laboratori didattici.
Inoltre il Laboratorio di Nanoscienza Nest della Normale, come ha detto il presidente della Scuola Fabio Beltram, ha messo a disposizione della mostra e dei visitatori un modernissimo cannocchiale capace di farci "vedere" gli atomi: uno sviluppo recente di un'idea di Galileo.
Si tratta del microscopio a forza atomica (insieme a quello a effetto tunnel), una svolta epocale nel campo della strumentazione scientifica che in qualche modo ha reso possibile la nascita della nanoscienza.
Altro servizio a pagina 23
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google